La dolcezza del fuoco

Un avvincente romanzo sulle stimmate di Padre Pio

Di Tony Assante

2 Roberto con il libroLe stimmate di Padre Pio hanno suscitato curiosità e interesse fin dalla loro apparizione, cioè il 20 settembre 1918. Sono sempre state al centro di discussioni e di polemiche infuocate. Hanno avuto difensori, ma soprattutto detrattori accaniti che ne hanno combattuto l’origine soprannaturale con una ferocia diabolica. In questo, i detrattori erano sostenuti anche dalla massima autorità vaticana e cioè il Sant’Ufficio, Supremo Tribunale ecclesiastico per la difesa della Fede. Spaventato da un fenomeno tanto clamoroso e preoccupato che i credenti potessero essere tratti in inganno, aveva emanato, a cominciare dal 1922, una serie di sentenze di condanne affermando che in quel fenomeno non vi era niente di soprannaturale.

I difensori più intrepidi della realtà delle stimmate di Padre Pio sono stati i medici. Pur non entrando nel merito se fossero un “segno” soprannaturale o meno, essi hanno sempre sostenuto che si trattava di piaghe vere anche se inspiegabili. Per la scienza medica, le ferite, di qualsiasi natura siano, o guariscono cicatrizzando, o diventano cancrena. Non esiste nella storia della medicina nessun caso che dimostri il contrario. E le piaghe di Padre Pio non si chiudevano e nello stesso tempo non si infettavano ma restavano aperte e sanguinanti. I detrattori di Padre Pio, illuminati da ideologie materialistico-atee, sostenevano che era lo stesso Padre Pio a procurarsi le ferite con acidi o altri trucchi. Lo affermavano ma senza mai produrre l’ombra di una qualsiasi prova.

Sulle stimmate di Padre Pio sono stati scritti parecchi libri e innumerevoli articoli. In tempi vicini a noi, dopo che il Padre è stato proclamato santo, l’opposizione ecclesiastica naturalmente è caduta, ma quella delle correnti materialistico-atee si è ancor più incattivita. E forse, proprio in questo accanimento di negazione, sta la prova della loro soprannaturalità. Satana non può permettere che ci sia nel mondo di oggi un “segno” così clamoroso del ricordo della Passione e Morte di Cristo.

8 Albano Carrisi libro di RobertoTra i vari libri arrivati nelle Librerie in occasione del centenario delle stimmate di Padre Pio, ve ne è uno che si tiene completamente al di fuori delle polemiche. Si intitola “La dolcezza del fuoco”. E’ un volumetto scritto da Roberto Allegri, giornalista e scrittore, stampato dalla casa editrice cattolica “Ancora”. Venti capitoli distribuiti su 110 pagine, con in copertina l’immagine rara di un Padre Pio sorridente, anzi, mentre ride gioioso.

L’immagine e il titolo trasmettono ottimismo, energia positiva, gioia di vivere: concetti contrastanti con l’argomento trattato, le stimmate, tremende ferite che significano dolore, sangue, lacerazioni, sofferenze continue e lancinanti. Però, titolo e immagine di copertina “scolpiscono” in modo perfetto il tema scelto dall’autore, che è quello di spiegare il profondo senso cristiano dell’evento mistico delle stimmate, che sta nella “partecipazione” alle sofferenze di Cristo per la redenzione del mondo. “Partecipazione” che Padre Pio ha accettato liberamente, con entusiasmo, con gioia, fino alle estreme conseguenze della crocifissione.

In quasi tutte le fotografie, Padre Pio appare serio, corrucciato, cupo, perché le sofferenze provocate da quelle sue misteriose ferite erano continue e lancinanti. Ma i confratelli del religioso, coloro che lo conobbero bene, hanno riferito che egli cercava di sorridere anche con le lacrime agli occhi. Era un “sofferente volontario”, con perfetta coscienza del “valore spirituale” di quei suoi dolori, e che perciò li affrontava con l’animo gioioso, anche se a volte gli spasimi fisici erano così forti da stravolgere l’espressione del volto. Titolo del libro e immagine di copertina sono quindi perfetti per il contenuto che l’autore ha voluto dare a questo suo lavoro.

Roberto Allegri, 48 anni, è un giornalista che ha al suo attivo centinaia di articoli e una quarantina di libri. Alcuni di grande successo, pubblicati con case editrici importanti come Mondadori, Piemme, Newton Compton, Paoline, Mursia, Baldini& Castoldi, Ancora eccetera.

Il Santo Padre PioAma il suo lavoro, ma nella riservatezza. E’ selettivo e rigoroso nella scelta degli argomenti da trattare. In varie occasioni ha affrontato anche temi spirituali. Negli ultimi anni, ispirandosi ad autori cattolici del secolo scorso come Bargellini, Casini, Lisi, Giuliotti, Papini, e, in Francia, Bernanos, Cesbron, Mauriac, Bloy, Peguy eccetera, ha rispolverato il racconto di argomento religioso in forma narrativa. Con “Io sono fango”, ha “sceneggiato” la parabola del Figliol prodigo; con “Come il vento tra gli ulivi”, ha fatto rivivere lo stupore dell’avventura dei tre bambini veggenti di Fatima; con “Il guardaspalle di Cristo”, si è trasferito nella Palestina di 2000 anni fa per assistere alle ultime settimane di vita di Gesù; con “La Mamma di Calcutta”, ha ripercorso la storia di Madre Teresa. Ottenendo, con questo sistema narrativo, un ottimo risultato di pubblico, e con traduzioni anche all’estero.

Ora, con questo nuovo libro, come scrive egli stesso nell’introduzione, ”ho tentato di immergermi nel pensiero di Padre Pio, nelle sue emozioni, mi verrebbe da dire “nel suo cuore”.

Il libro non è quindi una biografia, non è un saggio, ma un racconto, una specie di “diario intimo” che il santo fa, riflettendo sugli eventi misteriosi che sta vivendo. E’ Padre Pio che parla con se stesso cercando di capire. Racconta le sue emozioni, i suoi pensieri, le sue intuizioni, i suoi dubbi, le sue incertezze e anche le sue paure di fronte al mistero che lo ha invaso.

L’autore ci tiene a precisare che il suo lavoro non è frutto di fantasia, ma di ricerca per raggiungere una interpretazione il più possibile vicina alla realtà. Ricerca meticolosa sulle biografie più attendibili della vita di Padre Pio, e soprattutto sul voluminoso epistolario autografo che il santo ci ha lasciato.

5 Padre Pio durante la messa

L’evento delle stimmate fu un esperienza terribile per il religioso che aveva allora 31 anni. Sconvolse la sua mente, il suo spirito, il fisico, lo stato psicologico ed emotivo. In un primo momento, Padre Pio si chiuse in se stesso, spaventato, e solo dopo mesi ebbe il coraggio di scrivere al proprio direttore spirituale rivelando ciò che era accaduto. Ma lo fece con timore, con ritrosia, e poco a poco, in varie lettere successive.

Dalla meditazione e dalla valutazione attenta e pignola di ogni parola di quelle lettere, l’autore ha costruito il testo delle riflessioni di Padre Pio.

E lo ha incorniciato e ambientato, capitolo dopo capitolo, in un contesto narrativo portante, che percorre le tappe principali della vita del santo e le vicende dolorose che furono provocate da quell’evento.

Il tutto, con un linguaggio ricco di immagini, di atmosfere emotive, tracciate con un linguaggio suggestivo e poetico, di cui l’autore ha già dato prova anche nei precedenti suoi scritti in questo genere letterario.

Il risultato è molto interessante. Una lettura che appassiona, avvince e che convince perché si sente in modo costante che le fondamenta del racconto poggiano su solide basi storiche.

Tony Assante

La dolcezza del fuoco. Le stimmate di padre Pio
di Roberto Allegri

Il 20 settembre del 1918 un giovane frate cappuccino divenne il protagonista di una tra le più straordinarie vicende nella storia dei santi. Il suo nome era padre Pio da Pietrelcina.

Quel giorno ricevette le stimmate, i segni della passione di Cristo: le sue mani, i suoi piedi e il costato sinistro vennero perforati. Da allora, per cinquant’anni, quelle ferite rimasero aperte e sanguinanti.

E spaccarono in due la Chiesa e l’opinione pubblica. Usando il linguaggio del romanzo, ma basandosi sui documenti storici, questo libro vuole immergersi nel cuore di padre Pio alla ricerca del suo coraggio, delle sue paure, del suo «essere uomo» che si affidava, con la fiducia del bimbo di fronte al genitore, al Mistero entrato prepotentemente nella sua vita.

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