Bellissimo film dell’austriaca Jessica Hausner che apre occhi documentari sulla realtà dolorosa di Lourdes e sul marketing spirituale che elegge il «miglior pellegrino». Ci racconta di un miracolo che forse non esiste e se esiste provoca invidia. Con stile che passa tra Buñuel, Ferreri e De Oliveira, mantenendo una sua sana ambiguità di base, il film è un magnifico elogio del dubbio, sul contesto di un panorama umano, crocerossine e cavalieri di Malta, uniti nel grande finale nel nome di Al Bano-Romina: la felicità?
En ce vendredi 26 février 2010, en ce temps de carême proposé par l’Eglise catholique, le Père Michel Baute, chapelain des Sanctuaires de Lourdes, nous adresse un message sous forme de méditation. Comme une retraite en ligne.
En ce jeudi 25 février 2010, en ce temps de carême proposé par l’Eglise catholique, le Père Michel Baute, chapelain des Sanctuaires de Lourdes, nous adresse un message sous forme de méditation. Comme une retraite en ligne
Anziché andare al cinema dello spirito fatevi un bel viaggio a Lourdes
Dice Vittorio Messori che raccontando le oscurità mistiche di Lourdes la regista austriaca Jessica Hausner ha realizzato un film “ateo e nichilista”, come si conviene a una mammoletta che ha perduto la fede in una scuola di suore o tra i teologi di Repubblica.
Altri, come Marina Valensise sul Foglio e i critici in clergyman sulla buona stampa cattolica, dicono invece che trattasi di un’autentica opera religiosa e, come accade nella diocesi di Milano, hanno raccomandato la circolazione della pellicola nelle sale parrocchiali e la visione ai fedeli.
Per non sbagliare, l’11 febbraio, giorno dell’uscita del film della Hausner e 152esimo anniversario delle apparizioni, invece di andare al cinema siamo andati a Lourdes.
Dove avevamo un appuntamento con una madre che per quindici anni ci è andata come volontaria crocerossina e dove non immaginavamo di vedere la Biarritz della cristianità sotto la neve, imbiancata e in bella mostra di paesello d’Europa di radici cristiane, proprio come un luminoso e caldo presepe vivente.
È bastato un giorno per sentire raccontare da pellegrini incalliti lo strano fenomeno di giovani che accorrono al santuario mariano ogni anno sempre più numerosi.
Sulla grande Esplanade, durante il Rosario della sera, come nella immensa chiesa seminterrata dove a decine di migliaia seguivamo la Messa celebrata in una dozzina di lingue, abbiamo visto gente di ogni estrazione sociale e avvertito fisicamente l’indistruttibilità dell’ideale di unità della famiglia umana di cui il cristianesimo è insuperabile portabandiera.
Davvero tutto si può raccontare di Lourdes.
Tranne che sia un posto di misticismo tetro, di oscurità angosciosa, di umanità appiccicaticcia e demente. Perciò, piuttosto che andare a dormire al cinema dello spirito, fatevi un bel viaggio a Lourdes.
L’Unitalsi ha celebrato la Giornata Mondiale del Malato con la presenza a Roma delle sacre reliquie di Bernadette. Vi proponiamo il video dell’evento e la cronaca della giornata con le foto di Sergio Pancaldi. Disponibile anche l’omelia integrale di Benedetto XVI e la rassegna stampa dell’evento. Guarda il video | >> Leggi la cronaca
Louis Cenci est franciscain. Prêtre du diocèse de Tarbes et Lourdes. Il raconte l’histoire de sa vocation. L’émission a été enregistrée dans les Sanctuaires de Lourdes. Journaliste : Luc Vidal-Giraud. Monteur : Laurent Jarneau
En ce mercredi 24 février 2010, en ce temps de carême proposé par l’Eglise catholique, le Père Michel Baute, chapelain des Sanctuaires de Lourdes, nous adresse un message sous forme de méditation. Comme une retraite en ligne.
Fare un film sulla disabilità è complicato. È difficile non cedere a sentimentalismi, alla compiacenza e alla rassicurazione dello spettatore. È difficile raccontare una specifica condizione esistenziale. Come ogni forma d’arte ed espressiva (e di là delle stime commerciali non trascurabili dalla progettazione agli esiti di critica e pubblico), il cinema resta per me uno strumento culturale, se la narrazione è capace di suscitare domande, muovere riflessioni e analisi, costruire immaginari, individuare chiavi di lettura, prendere posizione.
Con questo spirito, circospetto, lo ammetto, quando si parla di cinema (che, spesso, mi pare un ben costruito prodotto commerciale dell’industria dell’intrattenimento) e disabilità (i cui modi di raccontarla raramente mi hanno soddisfatto), ho visto Lourdes della regista J. Hausner. Il film, già presentato al festival di Venezia, uscito da poco, è stato premiato da critici cattolici e atei e ben accolto da molti quotidiani.
Pour ce mardi 23 février 2010, dans le temps du carême proposé par l’Eglise catholique, le Père Michel Baute, chapelain des Sanctuaires de Lourdes, nous adresse un message sous forme de méditation. Comme une retraite en ligne.
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