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A Lourdes i ragazzi del Ceis con l’Unitalsi

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Saranno speciali barellieri che assisteranno i disabili svolgendo tutte le attività di supporto al pellegrinaggio, facendo regolare servizio alle piscine, nel santuario e negli ospedali

Arriveranno da tutto il Lazio, saranno più di 1600 di cui 450 disabili i pellegrini che partiranno alla volta di Lourdes con la sezione Romana-Laziale dell’Unitalsi dal 21 al 17 ottobre. Ad accompagnarli, oltre ai volontari “in bianco” anche dieci ragazzi delle comunità terapeutiche del Centro italiano di solidarietà di don Picchi. Saranno speciali barellieri che assisteranno i disabili svolgendo tutte le attività di supporto al pellegrinaggio, facendo regolare servizio alle piscine di Lourdes, nel santuario e negli ospedali.

Ad accompagnare i pellegrini, saranno anche monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo incaricato del Centro per la pastorale sanitaria del vicariato, monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, don Gianni Toni, assistente ecclesiastico Unitalsi Lazio, Preziosa Terrironi, presidente della sezione romana-laziale di Alessandro Pinna, presidente di Unitalsi Roma, Roberto Mineo e Patrizia Saraceno, rispettivamente presidente e vicepresidente del Ceis di don Picchi.

A sostenere spiritualmente i pellegrini ci sarà anche il Santo Giovanni Paolo II. Sarà, infatti, portata a Lourdes la reliquia del sangue prelevato a Papa Wojtyla il giorno prima della sua morte. «Sono fiero – afferma Alessandro Pinna, presidente dell’Unitalsi di Roma- d’accompagnare i ragazzi del CeIS in questa nuova avventura oltre confine. Il pellegrinaggio è per loro il completamento di un percorso iniziato l’estate scorsa a Castel Gandolfo. L’impegno che mettono in questo servizio è veramente lodevole, ma è soprattutto bello vedere come stia nascendo tra loro e i nostri assististi una vera e propria amicizia».

Mentre Roberto Mineo, presidente del Ceis, spiega: «Un percorso che abbiamo intrapreso con l’Unitalsi da diversi mesi prima con il progetto “Un’estate al lago” e poi con l’iniziativa “Mani tese”. L’idea di fondo è quella di lavorare in rete con altre associazioni per fare in modo che i nostri ragazzi che attraverso il pellegrinaggio e il servizio possano maturare ancora di più per affrontare la vita con il sorriso».

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