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Ho visto un piccolo angolo di Paradiso

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Il viaggio a Lourdes:  L’esperienza con il ‘Treno Bianco’ dell’Unitalsi Abruzzo e Molise

Un viaggio con il treno bianco durato ben 29 ore per raggiungere la meta del pellegrinaggio dell’Unitalsi Abruzzese e Molisana: Lourdes.

Tantissime soste, per dare la precedenza ad altri treni.

Un’occasione per conoscere nuove persone, per riflettere sulla propria vita. La parte più difficile è stata la notte, caldissima, ma a differenza di quello che si potrebbe pensare, nessuno si è lamentato, né ha protestato.Anzi tutti i volontari si facevano in quattro per rispondere a tutte le esigenze e necessità. Per i volontari Unitalsi il viaggio con il treno bianco è un momento importante del pellegrinaggio. Sergio dice che a Lourdes è venuto personalmente tante volte, con l’aereo, con il pullman, ma gli è piaciuto moltissimo questo tipo di viaggio, è da poco nell’Unitalsi e gli è piaciuto condividere quest’esperienza con i malati, con i pellegrini, aiutare, collaborando nel portare i pasti, nel sistemare le cuccette, in un clima simpatico di grande solidarietà.

Poi finalmente l’arrivo. Una grande emozione per tutti, sia per chi come me viveva la prima esperienza, sia per chi era veterano.

Per Cristina in modo particolare, perché ha scelto di fare la cresima a Lourdes, questo posto è parte del suo cuore, perché la grotta per lei è un po’ una casa. L’Unitalsi è la sua famiglia, dice che non c’era posto migliore per un Sacramento cosi importante. Ha conosciuto Letizia, la sua madrina, proprio a Lourdes ed è proprio lì che è nata la loro bella amicizia e quindi doppiamente non c’era posto piu bello.

Per Monica è un’esperienza di servizio, dove il donarsi all’altro, diventa un momento di grande arricchimento, dove si riceve moltissimo nell’atto stesso di donare.

Per Antonio è un ritorno, è volontario Unitalsi da vari anni ed è a Lourdes per la terza volta. Crede molto nella missione Dell’Unitalsi nel desiderio di vivere il Vangelo accanto alle persone in difficoltà, colpite dalla malattia, dalla sofferenza. Ricorda con qualche altro volontario quando sono stati a L’Aquila durante i difficili momenti del terremoto, per aiutare le tantissime famiglie sotto le tende.

Silvano, invece, è proprio un veterano di Lourdes, c’è stato circa 80 volte! Ha ricevuto una grazia, e da allora si reca a Lourdes anche sette volte all’anno. Sa tutto di questi luoghi, conosce tutta la vita di Santa Bernardette a memoria. Fa da guida per malati e pellegrini con grande entusiasmo e offre la sua collaborazione nel self service del Salus, la struttura alberghiera dell’Unitalsi. C’è una luce particolare nei suoi occhi, un sorriso con tutti e tanta simpatia.

Il momento molto intenso per me è stata la grotta, dove la piccola Bernardette vide più volte la Madonna. È veramente un luogo sacro, non solo per le apparizioni, per la statua della Madonna, per l’acqua che trasuda dalla roccia, ma per la pace che si respira nell’aria. Per tutti è un luogo dove esprimere in silenzio le proprie difficoltà, le proprie sofferenze, ma anche il proprio grazie, con grande commozione della propria anima.

Tutto il santuario di Nostra Signora di Lourdes mi ha lasciato una grande emozione. È un po’ come un pezzetto di Paradiso sulla terra: grandi spazi verdi molto curati, una grande spiritualità nell’aria, migliaia e migliaia di pellegrini da tutte le parti del mondo, di etnie, culture completamente diverse, tutti in preghiera, silenziosa, o anche insieme, dove, come nella processione “aux flambeaux”, il rosario viene detto in tutte le lingue, in un clima di grande collaborazione da parte di tutti i volontari presenti di tante associazioni e nazionalità. Non è solo aiutare, non è solo rispondere ad una necessità, è amare senza riserve, chiunque, è accogliere l’altro come se fosse la persona più importante .

La cosa bella sarebbe trasferire questo clima nella quotidianità, non solo per aiutare chi ci sta vicino, ma per creare progetti condivisi di solidarietà per il territorio.

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