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…le mani per aiutare, il cuore per la gioia…

…le mani per aiutare, il cuore per la gioia…

(incontri, sorrisi, felicità di un viaggio)

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Il ritorno da Lourdes, è sempre un momento di riflessione. Per quello che hai visto, per quello che hai potuto dare, per quello che hai ricevuto. Non è un semplice viaggio, ma è qualcosa che non si può descrivere in quattro righe, o poche parole. E’ un viaggio che ti fortifica, che ti riempie di gioia, e perché no, anche di orgoglio. Quell’orgoglio che senti dentro quando sai di aver potuto fare qualcosa per gli altri, che non ti fa sentire inutile davanti a persone che con seri motivi fisici e mentali, ti trovi casualmente davanti senza neppure sapere chi siano. Sei li a smontarti per un sorriso, o per un racconto frastagliato di un pezzetto della loro vita, che ascolti e spesso non riesci decifrare, ma è comunque importante che tu sia li, in quel momento per loro. Penso sempre di non fare abbastanza, mi tormento per questa mia sensazione, e mi accade sempre ogni anno.

Ma quando poi vedo Francesco, che con la sua carrozzina sprint, cerca di raggiungermi per darmi un semplice bacio sulla guancia, quando vedo Umberto che a gesti cerca di dirmi che vuole una foto non da me, ma con me, quando sento che Luigi, con la sua sigaretta, mi dice…”sono felicissimo di essere qui”, e incontra il suo amico di sempre, arrivato li per incontrarlo e passare qualche giorno con lui,…allora penso che forse nel mio piccolo, anche il solo documentare cotanta bellezza, vale tanto, forse di più di quanto io pensi. E nell’attraversare i saloni, andare in giro spingendo le carrozzine in salita, magari sotto una pioggia battente, scatto continuamente, anche con una sola mano, perché quello che vedo lo voglio portare comunque agli altri, affinché capiscano che appunto, non è solo un semplice viaggio.

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Al ritorno, le solite domande…”come è andata ? stanco no ?” e io cerco di spiegare per l’ennesima volta che per me è come una batteria tenuta sotto carica per 6 giorni. Potrebbero essere sempre le stesse emozioni, ogni anno, ma invece ogni volta è diverso, nuovi abbracci, nuovi sorrisi, nuove storie, da raccontare. Scrivo e condivido pensieri sparsi, per quel che ho davanti, per quel che accade, un pò come un corrispondente per una testata, e lo faccio perché so quanti unitalsiani in quel momento vorrebbero essere li, cerco di renderli partecipi, come tanti compagni di viaggio virtuali. Le foto ?? TUTTE ! non elimino nessuna, non è una mostra, non è un contest, è un viaggio fotografico dove tutti vogliono partecipare.

Io continuo a pensare che tanta gente ancora non riesce a percepire quello che noi proviamo nel servire, basterebbe vedere le ragazze soprattutto quelle più piccole, nel loro intenso “fare” senza un accenno di stanchezza,…ecco forse li vi è la prova e la risposta per tutti. Quest’anno, un vuoto, l’assenza di una persona importante, che però sentivamo presente in ogni momento, in ogni angolo. La nostra Amelia ci avrebbe detto tante cose, ci avrebbe “drizzati” , ma anche no, in quanto aveva fiducia in ognuno di noi, in quello che sentivamo nel dare, e allora ci avrebbe solo osservati con orgoglio.

Però poi si torna a casa,… “che cos’è che ci ha portati è difficile spiegare, ma mai nessuno torna a casa uguale a prima di partire”, e ricominciamo il countdown, che saranno anche 30 ore di treno, ma sono 30 ore di vita condivisa, e sono bellissime.

Pino Curtale

Unitalsi Sottosezione di Locri PHOTO Gallery >>>
2-8 Giugno Pellegrinaggio Regionale Sezione Calabrese (Fotogrammi in ordine casuale)

Nota di tonyassante.com: Grazie all’amico Pino Curtale per le splendide foto (complimenti) e la testimonianza preziosissima. Ammirate tutte le sue foto cliccando qui

 

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