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#Lourdes Un bel libro su Mons. Degrandi

Il bel libro del giornalista-barelliere oftaliano su monsignor Degrandi

Dopo l’ormai storico libro sul fondatore, monsignor Alessandro Rastelli, di Felice Moscone, la bibliografia dell’Oftal sull’Oftal si arricchisce di una nuova opera, stavolta dedicata alla cara figura di monsignor Franco Degrandi, che resse le sorti dell’Opera federativa per il trasporto degli ammalati a Lourdes, come presidente generale, dal 18 ottobre 1982 al 30 settembre 2007. E tutto ciò grazie a Giorgio Morera, giornalista pubblicista entrato a far parte del mondo dell’informazione attraverso la fotografia: difatti il libro “Monsignor Franco Degradi: un sacerdote secondo il cuore di Dio” è arricchito da splendide foto che raccontano, anche attraverso le immagini, la vita di questo sacerdote amato da tutti: dai suoi parrocchiani di Costanzana e dal mondo delle dame, dei barellieri e, soprattutto, dei malati dell’Oftal.

La prima parte del libro, edito dalla Velar di Gorle (Bergamo), e scritto da un giornalista che, tra l’altro, sottolinea di partecipare ai pellegrinaggi oftaliani come barellieri, è la biografia di monsignor Degrandi, dalla nascita (il 19 maggio 1931 a Caresana) fino alla morte del sacerdote, avvenuta il 26 settembre 2017, poco più di un mese dopo il suo ultimo pellegrinaggio a Lourdes. Biografia ricca degli eventi essenziali della vita di monsignor Degrandi: dall’ordinazione presbiterale del giugno 1955 alla nomina a parroco di Costanzana, undici anni dopo fino alla nomina di direttore della Casa del clero (nel 2007), tralasciando ovviamente le date essenziali della sua vita ai vertici dell’Oftal che già abbiamo citato.

Ma una citazione ulteriore, sempre dal bel libro di Morera, meritano i 593 pellegrinaggi oftaliani che fanno parte degli 805 viaggi devozionali a Fatima, Oropa, Loreto, Banneux, Roma e in Terra Santa.

Una parte significativa del libro di Morera è quindi dedicata alle testimonianze dirette di monsignor Degrandi sulla sua presenza in Oftal, i giudizi sulle dame e barellieri, che egli (contraccambiato ) adorava, gli incoraggiamenti ai giovani, il conforto ai malati. Grande rilievo, a quest’ultimo proposito, viene dato da Morera al discorso di commiato pronunciato dalla carica di presidente generale (gli successe don Gian Paolo Angelino) il 30 settembre 2007 a Trino, quanto esortò tutti i cari volontari dell’Opera a considerare gli infermi, durante i pellegrinaggi, come “amici in prima fila”, senza eccedere in atteggiamenti meramente consolatori.

Infine, il libro riporta le testimonianze su don Franco, da parte di presuli, sacerdoti e persone che hanno significato molto nella vita del parroco di Costanzana e presidente generale dell’Oftal: da monsignor Angelino a monsignor Cristiano Bodo, da monsignor Cavallone a don Stefano Bedello, dal nipote di don Franco, Gianfranco Degrandi allo stesso Morera. Riportata la commossa omelia dell’arcivescovo Arnolfo ai funerali, il libro è arricchito da uno straordinario scritto dell’arcivescovo emerito padre Enrico Masseroni che, tra l’altro, ricorda il ruolo di don Franco di confessore a Lourdes e, di conseguenza, il compito che egli stesso gli assegnò, al termine del suo mandato di presidente Oftal: quello di penitenziere della Cattedrale. Scrive a questo proposito padre Enrico: “Gli affidai il delicato compito di servizio formativo delle coscienze, convinto che non avrei potuto scegliere un prete più idoneo”.

Una libro fondamentale per chi ha conosciuto da vicino don Franco perché lo ritroverà nella sua dimensione di grande e indimenticabile sacerdote, appunto sacerdote “secondo il cuore di Dio”.

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