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Oltre un centinaio di cremonesi a #Lourdes

Unitalsi a Lourdes, un’esperienza trasfigurati dall’amore
Oltre un centinaio di cremonesi ha preso parte all’annuale pellegrinaggio promosso a livello regionale: il diario giorno per giorno

“Non vi prometto di rendervi felici in questo mondo, ma nell’altro”. Il tema pastorale 2019 del Santuario di Lourdes ha caratterizzato anche il consueto pellegrinaggio d’agosto dell’Unitalsi lombarda. Ben 700 pellegrini – tra cui 92 malati e 312 volontari, provenienti da Cremona, Crema, Como, Mantova e Milano – presenti a Lourdes da domenica 4 a venerdì 9 agosto.

Una esperienza – quella guidata quest’anno dai vescovi Marco Busca (Mantova) e Daniele Gianotti (Crema) – sempre molto coinvolgente, che ogni anno regala doni preziosi: amicizie, condivisioni e sicuramente grazie nel cuore.

«Ritorniamo a casa, nelle nostre comunità non miracolati, ma trasfigurati dall’amore incontrato e sperimentato. Non più come acqua priva di forza e vigore, ma come vino che riaccende la festa», il pensiero dell’assistente diocesano don Maurizio Lucini nell’ultimo giorno di pellegrinaggio.

«Anche quest’anno Maria, la nostra Madre Celeste – ha affermato il presidente della Sottosezione cremonese, Tiziano Marco Guarneri – ci ha permesso di andare da Lei e di essere stati testimoni del Signore Gesù. Abbiamo vissuto momenti di notevole spiritualità e condiviso la sofferenza. Adesso ritorniamo rinnovati nelle nostre comunità, sotto la protezione di Maria che ci guida e ci consola. Esprimo il mio ringraziamento ai pellegrini ed ai malati e a tutti coloro – volontari, preti e medici – che hanno contribuito con gioia e con profusione di impegno alla buona riuscita del pellegrinaggio».

La sottosezione cremonese ha preso parte al pellegrinaggio a Lourdes con 115 persone (2 medici, 8 sacerdoti, 25 pellegrini, 19 malati e 61 tra dame e barellieri come personale di servizio). Tra i preti cremonesi anche il sacerdote novello don Arrigo Duranti, barelliere per tanti anni e ora primo pellegrinaggio con un nuovo servizio. Insieme a lui don Maurizio Lucini, don Giacomo Ghidoni, don Massimo Macalli, don Fabrizio Martelli, don Mario Martinengo, don Andrea Piana e don Stefano Zoppi.

Anche quest’anno tanti i giovani diocesani coinvolti, circa 40 su 115 partecipanti a livello regionale: ragazzi e ragazze che hanno dato nuova linfa a tutti e che con il loro sorriso hanno contagiato amici malati e personale. Lo si legge anche dal pensiero con cui si apre questo resoconto, scritto da Mariella e Chiara (di Vicomoscano):

“Il viaggio verso Lourdes è sintesi dell’esperienza stessa.
È CONDIVISIONE. Trascorrere così tante ore su un pullman implica condividere banalmente spazi e cibo e, più in profondità scambiarsi pensieri, aspettative, paure, emozioni.
È ATTESA. Attesa di arrivare, di scoprire e mettersi alla prova, di tornare e ritrovare amici, posti, sensazioni.
È PAZIENZA. Nel sopportare il caldo e il freddo, il vicino, i compagni di viaggio, i tempi, i bisogni reciproci.
È ENTUSIASMO. Come in ogni viaggio che si rispetti (come in ogni viaggio che coinvolga giovani) non manca questo ingrediente: chiacchiere e risate, racconti e musica.
È PREGHIERA. Non è mancato il tempo per la recita del rosario e la preghiera comunitaria per preparare la nostra anima all’arrivo a Lourdes.
CONDIVISIONE, ATTESA, PAZIENZA, ENTUSIASMO, PREGHIERA sono tra gli elementi centrali che caratterizzano non solo il viaggio, ma anche tutta l’esperienza”.

Diario del pellegrinaggio a Lourdes

Lunedì 5 Agosto, primo giorno del pellegrinaggio, è stato caratterizzato dall’arrivo, in mattinata, della lunga carovana di pullman (10 mezzi + 3 attrezzati e 1 aereo), sistemazione nel proprio alloggio, pranzo e ritrovo per il saluto a Maria e la Messa di inizio nella chiesa di Santa Bernadette: celebrazione eucaristica preceduta da un piccolo spettacolo dei ragazzi che hanno aderito alla proposta dell’Unitalsi del servizio civile.

Come da tradizione unitalsiana, la giornata di martedì 6 agosto, giorno in cui la chiesa celebra la Trasfigurazione di Gesù, si è aperta con la Messa del personale delle ore 6.15, animata in questa giornata dalla Diocesi di Cremona che ha scelto di farla presiedere al suo sacerdote novello don Arrigo Duranti. Dopo la celebrazione eucaristica il programma prevedeva la colazione e un’altra Messa con tutto il pellegrinaggio lombardo alla Grotta. Nell’omelia il vescovo di Mantova ha ricordato come a Lourdes le cose si vedono in una prospettiva diversa. «Tutto dipende da un cambiamento di prospettive – ha affermato -: anche venendo a Lourdes in un certo senso siamo chiamati a vivere questi giorni in disparte, lasciando alle spalle il “tran-tran” di ogni giorno per stare con Lui e con sua Madre». E ancora: «Siamo chiamati a cogliere il nascosto che c’è nell’uomo e anche in Gesù. Non dobbiamo fermarci alla pelle esteriore, ma andare oltre le apparenze per vedere la bellezza delle cose». «Le cose – ha chiarito mons. Busca – non cambiano partendo dall’esterno facendo passare del tempo, ma cambiano perché muta la luce con cui le guardiamo e così il nostro modo di guardare cambia veramente, per questo siamo chiamati a guardare la nostra vita partendo dalla luce di Dio».

Terminata la Messa i pellegrini, con il personale e gli ammalati, hanno partecipato alla celebrazione penitenziale presieduta dal vescovo di Crema. Dopo il pranzo la giornata ha previsto sia la Via Crucis per i pellegrini e i malati sia per i giovani. Il pomeriggio si è concluso con il passaggio alla Grotta e con il Rosario sempre nel luogo dell’apparizione in comunione con tutta la Chiesa. Successivamente la serata si è arricchita della processione “aux Flambeaux” con tutti i pellegrini presenti in Santuario.

La giornata di mercoledì 7 agosto si è aperta con la consueta Messa del personale animata dalla Diocesi di Mantova e l’omelia di don Giorgio Dall’Oglio (predicatore fisso di questo momento eucaristico giornaliero). L’appuntamento cardine della giornata è stata la Messa internazionale delle ore 9.30 nella Basilica sotterranea S. Pio X. Questa celebrazione eucaristica internazionale è proposta due volte alla settimana (mercoledì e domenica) dal Santuario con l’idea di raccogliere tutti i pellegrini do ogni razza e lingua attorno alla mensa del Signore. La Messa è stata celebrata in lingua francese perché la maggior parte dei fedeli presenti era di varie diocesi di Francia. Dopo il pranzo sia i giovani che i pellegrini sono stati guidati sui “passi di Bernadette”. Visitando i luoghi dove la veggente è nata e vissuta fino alle apparizioni della Vergine. Nel pomeriggio la tradizionale processione eucaristica è stata sostituita dalla Adorazione eucaristica, sempre in Basilica S. Pio X, in tutela degli ammalati per il previsto maltempo. Per la sottosezione cremonese la giornata si è conclusa al 4° piano del “Salus”, dove sono accolti gli ammalati, per un momento di preghiera e di condivisone per una serata gioiosa..

La giornata di giovedì 8 agosto è iniziata con il Vangelo delle nozze di Cana. Maria non smette mai di dire “fate quel che vi dirà”, perché è in quella obbedienza che può ripartire la festa. Lourdes non risolve i problemi della vita, le sofferenze, le fatiche, ma apre degli spiragli di luce che trasfigurano la realtà e la riconsegnano a ciascuno non edulcorata, più reale. Lourdes può trasfigurare ferite in feritoie di luce. “Fate quel che vi dirà” è nell’obbedienza alle piccole e semplici cose. E il vescovo Busca nell’omelia ha sottolineato che l’uomo è fatto per amare con tutto quello che è. L’amore sommo è quello sponsale. che è amore di consegna totale di sé all’altro, agli altri e all’Altro; come quello di Gesù sposo alla sua sposa la Chiesa. Nella celebrazione eucaristica finale è stato chiamato nome per nome tutto il personale al primo anno e anche i sacerdoti e religiose che per la prima volta hanno partecipato con l’Unitalsi, consegnando loro un ricordo. Nel pomeriggio il Rosario conclusivo e il saluto alla Grotta per poi ritrovarsi per la cena e la partenza per il ritorno nelle proprie case e strutture.

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