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Santa Bernadette, le reliquie lasciano Napoli

Una grande carica spirituale. Questo è il primo risultato che hanno portato le reliquie di Santa Bernadette, la giovane che vide la Madonna a Lourdes, in “visita” a Napoli in questi giorni e che oggi pomeriggio sono partite per far tappa ad Ariano Irpino. L’esperienza della giovinetta presso la grotta di Massabielle ha segnato profondamente il volto della Chiesa del 1800, ma anche e soprattutto la società nella quale si è trovata a vivere.

La piccola Subirous (140 anni fa la sua morte), infatti, è stata l’ennesimo esempio che i piani di Dio spiazzano l’uomo, nonostante i suoi sforzi: era incomprensibile che una persona di periferia, ignorante e perlopiù donna, potesse avere un dono così grande come quello di vedere l’Immacolata Concezione. Un fatto inspiegabile come lo sono i tanti prodigi che ancora oggi vengono ricondotti all’esperienza vissuta da tanti pellegrini presso le grotte di Lourdes.

Lo sa bene Alessandro de Franciscis, responsabile del Bureau mediacal di Lourdes, che si occupa di analizzare di quelli che sono presentati come miracoli dovuti all’intercessione della Madonna di Lourdes.

“A Lourdes la grazia funziona anche per un processo di attrazione. La prima guarigione di Lourdes riconosciuta avviene ad una donna che si sente attratta dalla grotta, così come ad altri pellegrini in tutta la storia. Ancora oggi, e forse più del passato, l’incontro con la fede avviene nei pellegrinaggi”, spiega nel corso della conferenza tenuta in Cattedrale sulla spiritualità che la storia della santa racchiude.

Il professore de Franciscis si è soffermato sull’universalità del messaggio consegnato alla giovane Bernadette e alla sua carità. Un esempio di questa virtù è la lettera scritta in risposta alla sua maestra (una suora) che prima di partire per Nevers, dove Bernardette vivrà la sua esperienza da consacrata, l’aveva avuta “a balia” per istruirla. Questa suora, molto amata dalla giovane santa, morì proprio a Napoli (presso l’Albergo dei Poveri) dove ancora oggi ininterrottamente posto ignoto è conservata la suddetta lettera dei primi anni del ‘900.“

Dopo i Vespri celebrati dal cardinale Sepe, che ha donato al professor de Franciscis una riproduzione di San Gennaro, la Schola Cantorum della Cattedrale ha eseguito un breve concerto di otto canti mariani con i quali sono state “salutate” le reliquie di Santa Bernadette. “Concludiamo questa tre giorni – ha detto Sepe -, questo pellegrinaggio con la benedizione dell’Immacolata. Ringraziamo il Signore che ci ha dato questa occasione per rinforzare la nostra fede. Ringraziamo per questa scelta così bella di questa umile ragazza che è stata testimone dell’amore misericordioso di Dio”.“

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