A Lourdes ho cantato il mio amore per Maria


Al Bano: «A Lourdes ho cantato il mio amore per Maria»

Il cantante ha presentato il suo nuovo singolo “Madre” tra i pellegrini del santuario dedicato alla Madonna: ecco il suo diario di viaggio

Quello che state per leggere è il racconto di due giorni intensi e pieni di emozioni. Per Al Bano, innanzi tutto, che ha realizzato il sogno di andare a Lourdes, in Francia, dove non solo ha cantato per la prima volta il brano “Madre” dedicato alla Vergine Maria, ma ha anche festeggiato (il 20 maggio) in famiglia il suo 83° compleanno, con la compagna Loredana Lecciso e i loro figli Jasmine e Albano Jr. E noi di Sorrisi lo abbiamo accompagnato in questo viaggio per raccontarlo a voi lettori in esclusiva.

«Tutto è nato perché le discografiche Tullia Brunetto e Paola Pezzolla, che conosco da una vita, mi hanno mandato “Madre”» racconta Al Bano. «Mi è piaciuta subito. Poi, visto che le canzoni sono come i vestiti e hanno bisogno di un sarto che te le confezioni su misura, ho lavorato insieme con il maestro Alterisio Paoletti per adattarla alla mia voce». Una volta ultimato il lavoro sul brano, quale luogo migliore del santuario mariano per eccellenza per eseguirlo la prima volta davanti al pubblico? Così, grazie al prezioso supporto dell’Opera romana pellegrinaggi, Al Bano ha cantato davanti a un gruppo di fedeli italiani in una delle cappelle del santuario che si è riempita appena si è diffusa la notizia dell’esibizione: ha ottenuto un’accoglienza degna delle migliori rockstar.

Del resto la presenza del cantante non era passata inosservata. Dal momento in cui siamo entrati nel cancello di accesso al complesso religioso, Al Bano è stato travolto dai fan, italiani e non solo: chi chiedeva un selfie, chi gli faceva i complimenti, chi gli diceva di venire come lui dalla Puglia. Una fermata ogni dieci passi. Un’intraprendente signora gli si è persino avvicinata mentre lui era al telefono e gli ha fatto cenno di chiudere la conversazione per poter scattare una foto al volo. Lui non si è mai negato, ha accontentato tutti scambiando battute, sorrisi e a volte anche una carezza, che a Lourdes acquista un significato speciale: «Se non fosse per loro, non sarei qui. Ai fan devo tutto. Se sanno chi sono vuol dire che qualcosa di buono l’ho fatto».

Al Bano desiderava da tanto tempo essere a Lourdes: «Dicevo sempre: “Prima o poi ci andrò”. E il destino ha fatto sì che la data fissata per cantare “Madre” fosse proprio il 20 maggio, il giorno del mio compleanno! In questo luogo capisci che la fede è indispensabile. La gente viene a respirare il senso del divino». Che ha voluto respirare anche lui, visitandone gli angoli più suggestivi: la Basilica di Nostra Signora del Rosario, edificata come una sorta di piedistallo su quella dell’Immacolata Concezione; la Grotta delle apparizioni, la statua della Vergine Incoronata e quella di Bernadette Soubirous, la veggente. «La presenza di Maria nella nostra vita è talmente evidente che è un peccato non prenderne atto» osserva Al Bano. «Mio padre si chiamava Carmelo per la Madonna del Carmelo e sono stati i miei genitori a trasmettermi il senso religioso della vita quando ero piccolo. Poi, una volta cresciuto, ho trovato la mia fede personale». Dalla Madre con la “M” maiuscola alla sua mamma, Jolanda, il passo è breve: «Era una santa donna, abituata solo a dare. Quel poco che aveva lo donava. Lungo la strada che portava ai campi dove i miei, che erano contadini, lavoravano, incontrava sempre alcuni bambini poveri. Quando la vedevano le andavano incontro sorridendo perché sapevano che lei avrebbe diviso il suo pane con tutti loro. A ripensarci mi vengono ancora i brividi. La famiglia era il mio presepe».

A proposito di famiglia, Al Bano non nasconde la gioia per avere accanto a sé in questa esperienza la compagna Loredana e i figli Jasmine e Albano Jr. Se non fosse per le continue attenzioni della gente, sembrerebbero niente più che una famiglia felice come tante a Lourdes: «Jasmine e Albano ormai sono adulti ma hanno deciso di stare al mio fianco. A loro, come agli altri miei figli, non ho mai imposto niente, li ho sempre esortati a seguire le proprie passioni. Un tempo avrei detto loro che siamo i “fabbri” del nostro destino, che lo creiamo noi, ma ora non posso più farlo». Mentre parla Al Bano si rabbuia: «Ho sempre giocato col destino fino a quando lui non mi ha presentato il conto. Con mia figlia Ylenia (scomparsa nel dicembre del 1993, ndr) è stato più forte di me. Avevo capito che stava per succedere qualcosa di terribile ma non sono riuscito a impedirlo. Parlo di destino, perché nelle disgrazie non riesco a chiamarlo Dio. Lui è il bene, e poi c’è il male».

Il bene oggi sono la sua famiglia e il suo lavoro. Dopo questa straordinaria esperienza a Lourdes, ad attendere Al Bano ci sono decine di concerti in tutto il mondo: «Smettere di cantare? E perché mai? Finché c’è la voce… Mi servono solo tre cose: la salute, la salute e la salute (ride). E, se possibile, un ultimo passaggio in gara a Sanremo per chiudere la mia storia con il Festival che amo da sempre».

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LOURDES METEO

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