Gli 83 anni di Al Bano a #Lourdes
Gli 83 anni di Al Bano, «Per festeggiare ho scelto Lourdes. Fiorello mi ha fatto gli auguri e mi ha chiamato ragazzo»
Al Bano ha spento 83 candeline e ha festeggiato quello che Fiorello definisce l’Al Bano day a Lourdes insieme alla compagna Loredana Lecciso e ai loro figli Jasmine e Albano junior
«Gli auguri più belli? Quelli di Fiorello nel suo programma “La pennicanza”, sulle note di “Nel sole”. Mi ha definito un ragazzo». Ne è certo Al Bano che ha spento, ieri, 83 candeline e ha festeggiato quello che Fiorello definisce l’Al Bano day a Lourdes insieme alla compagna Loredana Lecciso e ai loro figli Jasmine e Albano junior.
Al Bano, ha visitato la Grotta dove Bernadette vide la Madonna?
«Sì e ho provato un’emozione fortissima. Dovevamo venire, perché è un luogo magnifico e io non c’ero mai stato. Ogni tanto è importante seguire la spiritualità, altrimenti si corre il rischio di diventare aridi».
Ottantatré anni sono un traguardo importante.
«Mi piace dire che ne ho quattro volte venti, con un bonus di tre. Questa è la mia matematica».
Se potesse tornare indietro, quale consiglio darebbe al ragazzo che è partito da Cellino San Marco inseguendo un sogno?
«Nessuno, quel ragazzo aveva le idee ben chiare, badava alla sostanza, alle cose importanti, all’onestà. E sapeva che sarebbe diventato un cantante, era pieno di fantasie, di sogni. Per rincorrere questa strada, ha fatto sacrifici inimmaginabili e impossibili. Come un atleta. Se immagazzini bene gli allenamenti, ce la farai».
Non è un risultato scontato.
«Di Al Bano ce ne sono tanti. Bisogna capire che la vita è come una giornata che inizia con il cielo sereno, ma poi arriva il temporale. Sono caduto tante volte. In passato mi è pure capitato di perdere le staffe».
Cosa è accaduto?
«Detesto il gossip e ho sempre cercato di evitarlo. Nel 2005, un inviato della “Vita in diretta”, Vincenzo Frenda, mi aspettò per farmi delle domande su Loredana. Io gli sferrai uno schiaffo, con tanto di telecamere che riprendevano. Il giornalista mi portò in tribunale e fui condannato a risarcirlo con 10 mila euro».
Non vi siete più sentiti per chiarirvi?
«Un giorno mi chiamò, dicendomi che con quei soldi aveva comprato una moto. Ma gliela rubarono. Se lo è meritato».
Qual è il regalo più bello che ha ricevuto?
«Non mi interessano gli oggetti, non sono mai stato materialista. Le mie figlie, Romina e Cristèl, mi hanno scaldato il cuore scrivendomi una bellissima poesia».
E cosa augura a se stesso?
«Ho tre desideri: salute, salute e salute. Grazie a Dio, sto bene. Ma negli anni ho avuto i miei guai: sono passato dal tumore alla prostata all’infarto, dall’infarto all’ischemia. E ho avuto problemi alle corde vocali. Ma tutto è passato. E oggi ci rido sopra».
Da ragazzo, come l’ha definita Fiorello, quali sono i suoi progetti?
«Sono strapieno di progetti, ma preferisco parlare di ciò che ho già fatto. Altrimenti, non li porto a termine».
Enrico Vanzina le aveva inviato il copione di un film in cui avrebbe dovuto ricoprire la parte di un pugliese che rimane vedovo e cambia vita.
«Ecco un esempio, ne ho parlato e non se ne è fatto nulla».
Quale altro vip le ha augurato buon compleanno?
«Gianni Morandi mi ha chiamato al mattino. Del resto, la nostra è un’amicizia che è nata nel 1977. Ho ricevuto tanti messaggi, ma non ho ancora avuto modo di leggerli».
Anche a Sophia Loren è legato da una lunga amicizia. Vi siete sentiti?
«Sophia è una donna straordinaria. Siamo sempre vicini, la sento anche quando non la sento».
Di recente, l’abbiamo vista, con le lacrime agli occhi, rispondere a «Domenica in» alla sua ex moglie Romina Power che a «Belve», parlando della scomparsa di vostra figlia Ylenia, aveva lamentato una sua assenza.
«Ho dovuto difendermi da accuse che non merito, come se i miei gesti fossero passati inosservati, ma io so cosa ho fatto come padre e uomo. Non meritavo che mi venisse scaraventata addosso quell’immondizia. Come si fa a non rispondere e perché subire? A che titolo? Romina ha scelto la sua strada, io ho avuto il coraggio di rifarmi una vita. Papà mi ha sempre insegnato a rimboccarmi le maniche, a non vivere di vittimismo e a combattere le avversità».
Capitolo Sanremo: la direzione artistica è stata affidata a Stefano De Martino. Vuole partecipare?
«Non ho fatto piani, ma ci tengo a sottolineare che sono cresciuto nel mito di Sanremo grazie a quel signore che è Domenico Modugno. Vorrei andarci per chiudere la mia carriera sanremese. Se mi invitano, ci sono. Amadeus e Conti si sono comportati male: il primo con una promessa non mantenuta, l’altro ha ascoltato ben tre mie canzoni per poi tirarsi indietro».
Invece, come chiuderà la carriera artistica?
«Lo deciderò io. Intanto, va a gonfie vele: 400mila spettatori a San Pietroburgo, sold out in tutte le città russe. Questo ragazzo è davvero bravo».
di Rosanna Scardi per bari.corriere.it
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