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#Lourdes #Loreto Quel fecondo mistero mariano

QUEL FECONDO MISTERO MARIANO CHE UNISCE LOURDES E LORETO

L’ 8 e il 10 dicembre due ricorrenze ravvicinate dietro le quali si nasconde un intenso legame. «La verità di fede sulla Madonna proclamata da Pio IX s’ intreccia con la dimora lauretana, come emerge dagli scritti dello stesso Papa», spiega l’ arcivescovo Fabio Dal Cin. «E 4 anni dopo la bolla Ineffabilis Deus, nel 1858, la Vergine appare a Bernadette nella grotta di Massabielle presentandosi con un appellativo che suonò come una conferma del dogma»

Era l’8 dicembre 1854 quando Pio IX proclamò il dogma dell’ Immacolata Concezione di Maria con la bolla Ineffabilis Deus, una verità di fede legata a doppio filo con la Santa Casa lauretana e non solo per la stretta vicinanza tra le due solenni ricorrenze (due giorni dopo, infatti, il 10 dicembre, si festeggia la Traslazione della dimora di Maria). Lo ha ricordato di recente monsignor Fabio Dal Cin, arcivescovo e delegato pontificio di Loreto in un incontro del 19 settembre scorso, dal titolo “Grazia e Grazie: guarigioni dell’ anima e guarigioni del corpo” con un relatore d’ eccezione: Alessandro De Franciscis, Presidente dell’ Ufficio Constatazioni Mediche di Lourdes, quel Bureau Medical chiamato a verificare da un punto di vista scientifico che le ritrovate condizioni di salute siano state davvero improvvise, inspiegabili e permanenti.

Nell’ Immacolata Concezione si fonde quella realtà di fede e servizio che c’ è sia dietro Lourdes, sia dietro Loreto. Maria, nella Santa Casa, fu concepita senza macchia, secondo quanto fu proclamato con il dogma, e a Lourdes si presentò, 4 anni dopo, dicendo a Bernadette: «Io sono l’ Immacolata Concezione. Se nel 1854 Pio IX proclamò tale dogma, dobbiamo guardare, ha ricordato Dal Cin, a cosa scrisse proprio Pio IX, devoto della Santa Casa di Loreto nel 1852, nella lettera apostolica Inter Omnia: «Fra tutte le chiese innalzate in onore della Vergine SS.ma Immacolata e Madre di Dio, risplende mirabilmente la Santa Casa di Loreto. Quella Casa, resa sacra dai divini misteri, celebre di tanti miracoli, e meta di tanto affluire di popoli, ha diffuso la risonanza della sua fama in ogni punto del mondo cattolico (…) In quella casa la SS.ma Vergine, per eterna divina disposizione rimasta esente dal peccato originale, fu concepita, data alla luce, nutrita e salutata dall’ angelo, piena di grazia, benedetta fra tutte le donne». Siamo nel 1852: due anni prima della proclamazione del dogma dell’ Immacolata, Pio IX collega con la sua lettera il futuro dogma con la Casa di Nazaret.

Pochi anni dopo, nel 1858, in una grotta umida, spoglia, dove si raccoglieva la legna per i focolari e dove venivano portati a pascolare gli animali, a una ragazzina francese appare una donna vestita di bianco con due rose gialle ai piedi, confermando nel pronunciare il suo nome la stessa verità. A Lourdes, nell’ antro di Massabielle, il Cielo si apre per ribadire quello che appena quattro anni prima la Chiesa attraverso Pio IX aveva proclamato: «Questa stessa Chiesa romana ritenne che non potesse esserci niente di più meritevole che affermare, tutelare, propagandare e difendere, con ogni più eloquente mezzo, l’ Immacolata Concezione della Vergine, il suo culto e la sua dottrina» (Ineffabilis Deus). Un Papa nativo di Senigallia, nel cuore della terra marchigiana, che iniziò la sua vita sacerdotale dopo un pellegrinaggio a Loreto e che in gioventù fece voto alla Vergine Lauretana di «dedicarsi tutto alla gloria e al servizio suo, vestendo l’ abito ecclesiastico», questo santo Pontefice unisce due luoghi carichi di fede, come Loreto e Lourdes. E questo legame si rende visibile anche dalla parola che ha guidato l’ intero incontro del 19 settembre, “Grazia”. La piena di grazia, salutata dall’ angelo nella Santa Casa, appare quasi duemila anni dopo a Bernadette Soubirous, chiedendole “la grazia” di venire alla grotta per quindici giorni.

La Vergine Maria, concepita immacolata nella Santa Casa custodita a Loreto, con questo nome si rivelerà alla piccola Bernadette a Lourdes. Nell’ intervento di De Franciscis alla conferenza lauretana si è subito messo in chiaro come due realtà così distanti geograficamente e anche storicamente, siano intimamente unite e procedano spiritualmente verso un unico centro: la Vergine Immacolata. Il presidente del Bureau Medical che ha trattato il tema “Grazia e Grazie”, nel ripercorrere la realtà del santuario francese, le guarigioni inspiegabili che vi avvennero, e i miracoli poi proclamati dalla Chiesa, ha evidenziato una parola che ha fatto da collante al suo intervento: “segno”. Come Gesù nella sua vita pubblica ha operato dei segni affinché uomini e donne credessero alla buona novella e convertissero il loro cuore, così avviene nelle guarigioni del corpo che avvengono a Lourdes, testimonianza di grazia e di dono ricevuto. «E così avviene pure a Loreto, alla Santa Casa: il dono, la grazia che Maria per prima tra quelle mura ha ricevuto diventa, per ogni credente e per ogni devoto, la speranza di sapersi accompagnati da colei che “ricolma di grazia e tutta Immacolata” ci porta all’ incontro con Cristo, vero salvatore della vita di ogni uomo». Il segno di Loreto oggi? La devozione e il servizio: quasi un centinaio di scout Foulard Bianchi hanno vissuto un intenso pellegrinaggio. Dall’ esperienza di Lourdes, che li ha chiamati al servizio dei malati, alla Santa Casa di Maria a Loreto: ritornare alla Casa per essere pronti ad “alzarsi in fretta” come ha fatto Maria e camminare verso chi è nella necessità.

Diletta D’ Agostini e Ugo Bogotto, per la Delegazione Pontificia della Santa Casa di Loreto

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