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La riflessione di mons. Zimowski

Nella memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, la Chiesa celebra oggi la 20.ma Giornata mondiale del malato, istituita dal Beato Giovanni Paolo II. E proprio oggi il Papa ha nominato mons. Nicolas Brouwet nuovo vescovo della diocesi francese di Tarbes e Lourdes. Il presule, finora vescovo ausiliare di Nanterre, succede a mons. Jacques Perrier che ha rinunciato al governo pastorale per sopraggiunti limiti d’età. A Lourdes si trova la nostra inviata Emanuela Campanile che ci racconta come i pellegrini vivano la Giornata del Malato nel Santuario mariano:RealAudioMP3

“Si piange di dolore, ma anche di gioia e qui si piange di gioia”. E’ la frase più ricorrente dei numerosi fedeli con i quali abbiamo parlato in questi giorni di pellegrinaggio a Lourdes. L’occasione è l’anniversario della prima apparizione della Vergine Maria alla giovane Bernadette Soubirous e la ricorrenza della XX Giornata Mondiale del Malato. Per tutti, Lourdes è incontro con la Vergine, con Colei che accoglie, con la Madre. A dare concretezza a questo sentire, l’iniziativa dell’Opera Romana Pellegrinaggi: il solenne atto di affidamento a Maria, previsto questa sera alle 18.30 presso la Grotta di Lourdes, subito dopo il Rosario. Affidarsi alla Madre di Dio, infatti, è una delle espressioni più antiche di devozione mariana. La prima invocazione alla Vergine, intitolata significativamente, “Sub tuum praesidium” risale al III secolo. Maria, fin dai tempi apostolici è, infatti, invocata come presidio, rifugio e salvezza dei cristiani. E il popolo di Dio, qui a Lourdes rinnova la sua fede e la sua fiducia. (mg)

La Giornata Mondiale del Malato compie 20 anni. Sull’importanza di questa ricorrenza voluta fortemente dal Beato Giovanni Paolo II, Olivier Tosseri ha intervistato l’arcivescovo Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari: RealAudioMP3

R. – La Giornata Mondiale del Malato è stata istituita nel 1992 dal Beato Giovanni Paolo II e fa parte della grande attenzione da lui rivolta al mondo della sofferenza. Ne sono esempi di prima grandezza alcune sue lettere Encicliche, a partire dalla Salvifici Doloris, e due Motu Proprio, in particolare il Dolentium Hominum col quale ha istituito, oltre venticinque anni fa, ciò che oggi è il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. Vi sono poi la Pontifìcia Accademia per la Vita e la Fondazione il Buon Samaritano, da lui creata nel 2004 e subito affidata a questo dicastero. Come riportato nella lettera istitutiva, la Giornata Mondiale del Malato, che si celebra non certo casualmente l’11 febbraio, giorno dedicato alla Madonna di Lourdes, ha la finalità “di sensibilizzare il Popolo di Dio e, di conseguenza, le molteplici istituzioni sanitarie cattoliche e la stessa società civile, alla necessità di assicurare la migliore assistenza agli infermi; di aiutare chi è ammalato a valorizzare, sul piano umano e soprattutto su quello soprannaturale, la sofferenza; a coinvolgere in maniera particolare le diocesi, le comunità cristiane, le Famiglie religiose nella pastorale sanitaria; a favorire l’impegno sempre più prezioso del volontariato; a richiamare l’importanza della formazione spirituale e morale degli operatori sanitari e, infine, a far meglio comprendere l’importanza dell’assistenza religiosa agli infermi da parte dei sacerdoti diocesani e regolari, nonché di quanti vivono ed operano accanto a chi soffre”.

Questa è la 20.ma edizione della Giornata. Qual è il bilancio che se ne può trarre?

Certamente in questi anni la Giornata Mondiale del Malato ha prodotto effetti sempre crescenti in qualità ed in ampiezza. Ne hanno già tratto grande benefìcio un enorme numero di malati con le loro famiglie, gli operatori sanitari professionali e volontari e tutti coloro che si adoperano in favore della promozione della salus (cioè la salute integrale della persona) e dell’assistenza alle persone in stato di sofferenza fìsica e/o spirituale. Un elemento fondante della Giornata e di grande supporto al lavoro svolto da chi si impegna per la sua riuscita, è certamente il Messaggio che tradizionalmente il Santo Padre dedica all’evento. Esso costituisce infatti il motivo conduttore di quanto poi attuato sul territorio. Dal punto di vista delle Chiese Locali e particolari, fra l’altro, sono oramai numerose le Conferenze Episcopali, le Diocesi ed anche le parrocchie che si impegnano affinché la Giornata rivesta l’importanza e l’efficacia che le sono dovute. Ciò attraverso Liturgie Eucaristiche, incontri di preghiera e approfondimento. Due tra le realtà che possono essere portate ad esempio per la ricchezza di iniziative che annualmente vengono realizzate per questa Giornata, fuori del territorio italiano, sono certamente quelle della Spagna e dell’Irlanda. In questi 20 anni, d’altro lato, la celebrazione solenne della Giornata è stata tenuta in tutti i continenti: in Europa così come nel Nord e nel Centro dell’America, in Asia, in Africa e in Oceania. Dal 2006 la forma solenne della Giornata ha cadenza triennale. L’ultima in ordine di tempo è stata celebrata a Roma nel 2010 ed è culminata nella Santa Messa celebrata da Benedetto XVI in San Pietro.

E per quanto riguarda la prossima celebrazione solenne?

È fissata per l’anno prossimo ad Altötting, in Germania e, come anticipato dal Santo Padre nel suo messaggio di quest’anno, avrà come tema la figura del Buon Samaritano. Sono stati già presi i necessari contatti con la Conferenza episcopale tedesca e con il nunzio apostolico. Nel suo ambito si prevedono numerose iniziative oltre alla consueta solenne Liturgia Eucaristica: visite ad ospedali e malati, un pellegrinaggio al Santuario di Altoeting e la visita alla Cattedrale di Monaco, un Convegno teologico-pastorale all’Università di Eichstatt, un incontro dei vescovi europei incaricati della pastorale della salute ed altri, con le autorità politiche ed amministrative.

Fonte Radio Vaticana

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