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Continua il cammino di Marcella

Qualche settimana fa vi avevo presentato la bella impresa di una mamma torinese diretta a Lourdes a piedi e vi avevamo promesso che avremmo seguito da vicino il suo “Cammino di Marcella”. Dopo un paio di settimane scarse dalla sua partenza Anna Rastello ha già percorso quasi un quinto delle sue cinquanta tre tappe. Di seguito il diario di viaggio di questi primi giorni

Buongiorno a tutti,
scrivo dopo le prime 11 tappe di cammino. Il prologo, durato nove tappe mi ha portato a percorrere tutta la Liguria di Levante, da Sarzana a Genova Voltri: tappe dure, lungo percorsi con dislivelli quotidiani anche di 1600 metri totali, complicate dalla presenza di uno zaino di circa dodici o tredici chilogrammi (dipende dalla quantità d’acqua portata nella borraccia) anche perché necessaria parecchia tecnologia per documentare questo percorso.

Hanno camminato con me un’amica ipovedente e due mezzofondiste disabili intellettive.
Mi hanno aiutato in questi giorni alcuni amici preparati che mi hanno permesso di camminare su tracciati di una bellezza incredibile, su percorsi che invito tutti a ripetere poiché permettono di respirare l’aria del mare stando su crinali, superando promontori addentrandosi in boschi oppure camminando su carrarecce.
Poco asfalto, un giorno di pioggia, tanto vento e molto freddo, ma calore intenso dalle persone che abbiamo incontrato, sia i rappresentanti delle Associazioni che gli amministratori pubblici (diversi Sindaci, vicesindaci e assessori). E poi l’accoglienza delle famiglie nelle proprie case e il passaparola sono stati momenti di condivisione e di dialogo di un’importanza impagabile.

L’8 la partenza effettiva, da Rossiglione, più precisamente dal viadotto Piani, il punto in cui si è interrotto il Cammino di Marcella che noi ora vogliamo riperndere per far parlare diversamente di disabilità.
Giornata emozionante, unica tappa appenninica, a cui è seguita la tratta di ricongiungimento con la via che stiamo percorrendo lungo la costa.

Questa prima parte è servita per testare il mio corpo, che per ora ha risposto a dovere (se vogliamo escludere una caduta che mi ha causato un fastidioso disturbo ad un ginocchio che però si sente di più quando sto ferma che quando cammino).
È un cammino fatto di tante coincidenze che ci stanno portando a credere che veramente l’incontro tra le persone può cambiare il mondo passando dalla mentalità del “facciamo l’attività per i disabilità” a quella del “facciamo l’attività con i disabili”. Basta con le ipocrisie: si può usare il termine “poi vediamo” anche se c’è un non-vedente, oppure “dai cammina, muoviti” ad un disabile motorio perché per lui è certamente più imbarazzante sentire l’imbarazzo dell’altra persona che non sa che verbo usare in sostituzione.
Queste ed altre considerazioni abbiamo fatto lungo il cammino, ma vi chiediamo di darci il vostro parere perché solo tutti insieme speriamo di essere in grado veramente di gettare piccoli semi per veder germogliare qualcosa di nuovo.
Seguiteci anche sul nostro sito che usiamo per lanciare messaggi di pace nel WEB … e allora spero di LEGGERE presto vostre considerazioni!
Buona vita.
Anna

PER APPROFONDIRE:

http://www.camminodimarcella.movimentolento.it

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