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Ho visto Lourdes finire sott´acqua

CEREA. La toccante testimonianza di Alma Faccioli Lanza, una devota di 69 anni , che si trovava in pellegrinaggio al santuario durante l´alluvione.  Dopo essere rimasta bloccata 5 ore in autostrada la pensionata ha visto grotta e basilica inondate «Pareva l´apocalisse e siamo tutti dei miracolati»

Cerea. Ha visto l´inferno a Lourdes, nei luoghi dove la Madonna apparve nel 1858 alla piccola contadina Bernardette Soubirous. Detta così può suonare come un´eresia, una profanazione del santuario mariano più frequentato al mondo, come dire che il diavolo ha detto messa in chiesa. Quello a cui ha assistito invece Alma Faccioli Lanza, una pensionata ceretana di 69 anni, reduce da un movimentato pellegrinaggio nella cittadina francese, è stato in realtà un inferno terreno, fatto di acqua, di fango e di violente perturbazioni, che venerdì scorso hanno fatto tracimare il Gave de Pau – il fiume, largo due volte il Menago, che scorre all´interno del santuario, proprio davanti alla grotta delle apparizioni – allagando non solo strade, alberghi e negozi. Ma rendendo impraticabili anche le basiliche e gli altri indirizzi meta da decenni di un incessante turismo religioso, dove migliaia di fedeli malati invocano la Vergine per ottenere un miracolo.
«Sono rientrata a casa da Lourdes domenica ma solo questa notte (ieri ndr)», riferisce ancora scossa la signora, invalida al cento per cento, «sono riuscita a dormire. Ho ancora davanti agli occhi quell´inferno, quell´enorme distesa d´acqua che penetrava ovunque e che fino all´ultimo ci ha fatto temere di non poter partire il giorno previsto per il rientro. Tanto che, gran parte della nostra comitiva, ha trascorso l´ultima notte in hotel senza chiudere occhio, piangendo e pregando». Ma la cosa che più ha turbato l´anziana, che era alla sua terza visita alla Grotta di Massabielle, è quello che non esita a definire «una sorta di sacrilegio in un´oasi di pace e serenità». «Vedendo il fiume esondare ed invadere, in uno scenario da apocalisse, il santuario, la basilica, le piscine dove si immergono i malati per chiedere la grazia e l´Esplanade du Rosaire, mi sembrava di vivere un incubo. E continuavo a chiedermi, al pari dei miei compagni di viaggio, come la natura potesse sfregiare, con una forza dirompente, un luogo sacro, di grande suggestione spirituale, protetto dalla Madonna a cui la Chiesa attribuisce molte guarigioni. Pareva proprio di essere passati dal paradiso all´inferno».
Peraltro, che non fosse un pellegrinaggio come i precedenti, Alma Faccioli ne aveva avuto già sentore alla partenza per Lourdes, avvenuta alle 4.30 del 16 ottobre dal casello di Verona sud con un gruppo di 33 persone, tra cui una coppia di Oppeano e altri tre veronesi. «Eravamo partiti da poco», riferisce la pensionata rigirando tra le mani le foto scattate nel piccolo centro degli Alti Pirenei, «quando, all´altezza di Imperia, un guasto al pullman ci ha costretto a restare fermi in autostrada per cinque ore». La disavventura sembrava finita con l´arrivo, il giorno seguente, all´hotel «Padoue», sulla collina di Lourdes, a 200 metri dalla porta San Giuseppe, dove partono le processioni. Invece, il peggio doveva ancora venire.
«Mercoledì e giovedì», prosegue nel racconto la 69enne, «tutto è filato liscio, tra messe, rosari, immersione nelle piscine, la fila alle fontane dove sgorga l´acqua miracolosa. Venerdì ci siamo invece svegliati che tirava un vento fortissimo e di lì a poco si è messo a piovere ininterrottamente. Abbiamo appena fatto in tempo a scattare la foto di gruppo che si è statenato il pandemonio: il Gave è uscito dagli argini e, già intorno alle 16, il santurario era completamente inaccessibile, con tutte le cerimonie annullate».
«Fortunatamente», confida la signora Alma, «il nostro hotel era su un dislivello di 150 metri e non siamo stati evacuati al pari di altri 500 pellegrini trasferiti al Palazzo dei congressi. Ma il panico e il terrore ci hanno assalito ugualmente perchè temevamo di restare bloccati visto che la pioggia non dava tregua. Fortunatamente, l´indomani, verso le 14, i vigili del fuoco hanno consentito al nostro pullman di superare il ponte e di lasciare la Francia». Dopo questa brutta esperienza tornerà a Lourdes? «Certamente, anche per ringraziare la Madonna perchè ci sentiamo tutti miracolati», si congeda l´elegante signora Alma nel giardino della sua casa di via Monte Bianco sorvegliata dalla statua della Vergine.

Stefano Nicoli

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