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Ipotesi soppressione dei treni per #Lourdes

Associazioni in allarme

Il Coordinamento nazionale Pellegrinaggi italiani che riunisce le organizzazioni che accompagnano pellegrini e malati al santuario francese si appellano alle autorità perché non ci vadano di mezzo i più deboli e i malati impossibilitati a utilizzare mezzi quali pullman o aerei. «Non è questione semplicemente religiosa. È questione di rispetto dei Diritti Umani» ricordano
Sono ormai alcuni anni che i pellegrinaggi a Lourdes in treno soffrono di disservizi, ritardi e le organizzazioni hanno più volte lanciato l’allarme. Ora a richiamare l’attenzione sulla situazione è il Coordinamento nazionale Pellegrinaggi italiani – Cnpi (che riunisce le principali associazioni che accompagnano malati e pellegrini a Lourdes dall’Opera Romana pellegrinaggi, all’Unitalsi e all’Oftal solo per citarne alcune) che nei giorni scorsi «ha letto con viva preoccupazione alcune notizie circolate (e successivamente smentite) riguardo alla soppressione del servizio di treni speciali per Lourdes per così destinare quei convogli al potenziamento della rete dei pendolari della Lombardia».

Notizie che hanno allarmato il coordinamento che per l’ennesima volta denuncia «la situazione gravissima che da anni tutte le Associazioni che organizzano Pellegrinaggi a Lourdes stanno subendo e devono vivere. O meglio devono vivere i più deboli, i malati». E l’elenco dei disservizi e dei problemi non è piccolo: tempi di viaggio paurosi (anche 10 ore più del previsto), fermate per ore e ore in stazioni secondarie francesi o in piena campagna transalpina sotto il sole cocente, per non parlare degli aumenti costanti delle tariffe che sono oggi più che mai insostenibili.

A creare ulteriori problemi in questa stagione 2018 gli scioperi continui dei ferrovieri francesi con treni bloccati alla frontiera e rispediti indietro senza alcun rispetto delle persone che viaggiavano (ne avevamo parlato qui in occasione dell’avvio della stagione dei pellegrinaggi ad aprile).
«Tutto questo, ripetiamo, sulla pelle dei più deboli, i malati. Persone sofferenti, spesso allettate, che escono una volta all’anno dai loro Istituti e case e che sono costrette a vivere un autentico calvario. Persone che desiderano per un anno intero di poter partecipare come protagonisti ad un pellegrinaggio a Lourdes, e che vengono considerati meno di oggetti o cose inanimate da trasportare. Denunciamo come questi treni vengano considerati dalle ferrovie francesi meno dei carri merci. Sono situazioni intollerabili», è il grido del Coordinamento.

In questi ultimi anni i treni speciali programmati per Lourdes sono decisamente calati, le organizzazioni si sono affidate a pullman-ambulanza e aerei, tuttavia ricorda ancora il Cnpi il treno resta ancora l’unico mezzo possibile per accompagnare alcuni malati, con situazioni di malattia grave (disabilità fisiche, SLA, respirazione artificiale, ecc): «Ci meravigliamo come in questi anni le Ferrovie francesi abbiano compiuto e compiano una continua azione di scoraggiamento di questi viaggi».

Diventa quindi comprensibile da parte delle Ferrovie italiane come il netto calo del numero di prenotazioni dei cosiddetti “treni Charter” (i treni bianchi) possa far balenare l’ipotesi di un taglio di questo servizio.
Ma, ribadiscono le commissioni Trasporti e Ammalati del Coordinamento Nazionale Pellegrinaggi Italiani «il ritorno almeno a tempi di percorrenza umani (come lo erano sino agli inizi degli anni duemila) porterebbe a una decisa ripresa dell’uso del servizio da parte di varie organizzazioni presenti e rappresentate dal Cnpi».

Dal Cnpi arriva un appello alle Autorità Politiche e Istituzionali a intervenire «perché questo servizio non venga soppresso, perché la libera circolazione delle persone, sane o ammalate che siano, autentico pilastro della nostra Unione Europea, venga realmente rispettato e fatto rispettare a favore dei più deboli. Non è questione semplicemente religiosa. È questione di rispetto dei Diritti Umani, diritti che la Francia ha insegnato al mondo ma che le proprie Ferrovie stentano a ricordare quando devono fornire un servizio a favore dei malati».

Lourdes è l’unico Santuario Mariano dedicato ai malati e alle persone con maggiori difficoltà ma che secondo il Cnpi rischierà di «perdere la sua valenza se molti malati non potranno più raggiungere Lourdes o se addirittura le organizzazioni saranno obbligate a selezionare, a scegliere il tipo di malato che si può portare a Lourdes. Questo dovrebbe essere motivo di riflessione sia da parte dei vettori ma anche dei responsabili del santuario di Lourdes. Ci auguriamo – conclude in una nota il coordinamento – che questa stagione di Pellegrinaggi da poco conclusa sia l’ultima di una serie drammatica e che dal prossimo anno 2019 si possa tornare a una situazione di piena normalità. Per tutti. Nessuno escluso».

di Antonietta Nembri per VITA.IT

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