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L’arcivescovo Molinari contro Adel Smith

Giustino Parisse

Il caso della madonnina spostata
«Non rispetta la libertà degli altri»

L’AQUILA. In passato aveva evitato di rispondere a brutto muso ad Adel Smith. Ma questa volta non ce l’ha fatta a trattenersi. L’arcivescovo Giuseppe Molinari, dopo essere stato informato della richiesta di Smith di togliere o quantomeno spostare croci e madonnine dal reparto ospedaliero dove l’uomo, di religione islamica, è ricoverato, ha buttato giù una dichiarazione di fuoco: «Con questi personaggi non si può dialogare». Tra l’altro in questi giorni l’arcivescovo è a Lourdes.

L’arcivescovo è stato infornato martedì mattina, dal suo medico personale, il dottor Gabriele De Cata appena quest’ultimo ha letto la notizia sul Centro del caso sollevato da Adel Smith in ospedale. Molinari ci ha pensato 24 ore e ieri mattina raggiunto telefonicamente a Lourdes ha detto: «Condanno pienamente l’atteggiamento di Adel Smith. E’ contro i più elementari principi di una sana convivenza civile. Personalmente sono per il dialogo ma solo con chi rispetta anche la libertà religiosa degli altri e gli ordinamenti civili del paese in cui vive. Inoltre il signor Adel Smith farebbe bene a condurre le sue battaglie contro quella parte di musulmani che non rispettano i fondamentali diritti umani (soprattutto quello delle donne) e non rispettano la libertà religiosa degli altri, vedi la proibizione ai cristiani – nei paesi musulmani – di ogni manifestazione della loro fede».

E ieri, mentre in ospedale (dopo il blitz di mercoledì sera di Forza Nuova e di la Destra che hanno portato nel reparto dove è ricoverato Smith croci e madonnine) è tornata la “calma” sono continuate le prese di posizione sulla vicenda.

Il segretario provinciale della Cisl, Gianfranco Giorgi ha affermato: «Viviamo in una società multietnica, basata sul rispetto reciproco e sulla tolleranza che episodi come quello accaduto nel reparto di ortopedia del San Salvatore rischiano di minare. Non sono in alcun modo accettabili» dice Giorgi «atteggiamenti di chiusura verso la religione cattolica che vanno ad intaccare le nostre radici e la nostra cultura. Togliere il crocifisso dalle stanze dell’ospedale o spostare le statue della Madonna in luoghi più appartati e meno visibili equivale a privare tanti malati della possibilità di trovare conforto nella fede nel momento del bisogno». Secondo il segretario della Cisl «per salvaguardare le esigenze di un singolo, che professa una religione diversa dalla nostra, sono stati calpestati i diritti di molti malati. Né ci si può trincerare dietro la giustificazione di una tutela fisica e morale del paziente in questione, che non può essere sottoposto a stress, provocando invece un danno evidente a molti altri ricoverati e lavoratori».

Giuliana Vespa dell’Ugl attacca il manager Asl per aver acconsentito alle richieste di Smith e afferma che «tutta la vicenda è a dir poco offensiva per la dignità religiosa degli altri malati»

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