Comunicazioni

Cerimonie conclusive del giubileo

….delle apparizioni di Lourdes

Mentre a Lourdes saranno diverse le celebrazioni, che culmineranno l’8 dicembre, per la chiusura del 150.mo anniversario delle apparizioni della Vergine a Bernadette, nella Basilica romana di Santa Maria Maggiore, a partire da oggi, è dedicato un triduo alla Madre Celeste. Nella Basilica giungerà la statua della Madonna pellegrina che in questi mesi è stata ospitata in diverse diocesi. Ma come intendere la conclusione di questo anno mariano giubilare? Tiziana Campisi lo ha chiesto a mons. Franco Gualdrini, vescovo emerito di Terni-Narni-Amelia, prefetto della sagrestia della Basilica di Santa Maria Maggiore:

R. – Come tutte le manifestazioni, le celebrazioni, che nella Chiesa vengono proposte, non vogliono essere mai un momento isolato. Tutte tendono alla continuazione perché la nostra fede non è una realtà che c’è o non c’è; è un fatto che deve aumentare sempre, come la virtù, come la santità. E’ un cammino che si fa sempre sia nell’aumentare la fede sia nel progredire, nel raccogliere il dono della santità che il Signore ci fa. E in tutto questo, certo, c’è l’intercessione in particolare di Maria Santissima e dei Santi, ma in particolare della prima di tutti i Santi che è Maria Santissima.
 
D. – Vogliamo ricordare qual è il significato, appunto teologico, dell’Immacolata Concezione?
 
R. – Secondo il grande progetto di Dio, Iddio ha inteso che Gesù potesse andare nel grembo di una donna che era esente da ogni peccato, anche da quello originale. Perciò è per questo che noi diciamo “Maria Santissima Immacolata”, cioè senza macchia di peccato, di nessun peccato, neppure di quello originale. Questo è l’aspetto teologico; naturalmente, porta con sé una grande visione che abbiamo di Maria, esente da ogni peccato, per grazia di Dio. E’ stata esente da ogni peccato anche durante la sua vita. Ha saputo essere così fedele al Signore anche ai piedi della croce.
 
D. – A quali riflessioni, allora, ci induce la celebrazione di questa festa?
 
R. – Ad approfondire l’autenticità della nostra devozione alla Madonna. La Madonna senza peccato, di nessun genere, induce e spinge tutti noi ad essere senza peccato; il peccato originale l’abbiamo avuto però possiamo liberarcene. L’abbiamo liberato nel battesimo; poi, avanti, nella nostra vita, possiamo liberarcene con il sacramento della penitenza e la nostra conversione che non finisce mai.
 
D. – Pensare a Maria come Immacolata Concezione, forse non sempre rende facile comprendere il suo “sì” come un sì libero…
 
R. – Il Vangelo di Luca ci racconta quando l’Angelo Gabriele andò da Maria: Maria, pur essendo Immacolata, fu turbata, ebbe paura. Non era un fatto peccaminoso questo, però significava che era una donna come tutte voi, come tutti noi che, dinnanzi alla proposta forte del Signore, rimaniamo storditi. Lei, dice il Vangelo, fu turbata e non sapeva come fare e non credeva che fosse possibile. Soltanto quando l’Angelo le disse: “Non temere, quello che sembra impossibile agli uomini, è possibile a Dio”, si arrese e affermò: “Allora si faccia di me secondo quello che il Signore mi chiede”. Per cui, anche lei era una donna, una creatura umana, come tutti. Pur essendo libera dal peccato originale non è che le fosse per questo tolta ogni possibilità di turbamento, di fatica.

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