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A proposito di Lourdes

Deposito della Fede e autorità della Chiesa

Roma, 12 Febbraio 2013 (Zenit.org). Mario Piatti, ICMS | 246 hits

Le autentiche apparizioni mariane hanno sempre confermato, in una originale varietà di vicende, di “messaggi” e di contenuti, la perenne validità del Vangelo, riaffermando il ruolo e la particolare vocazione di Maria Santissima, “Madre della Chiesa”, anche per questo incessante compito di richiamare il popolo di Dio alla Verità del Vangelo. Le nostre buone mamme, ben lo sappiamo, con grande pazienza, ripetono spesso le medesime cose, richiamando i loro bambini all’ordine, all’impegno e alla obbedienza. Analogamente – si perdoni il paragone, di sapore forse un po’ troppo infantile, ma comunque efficace – alla Vergine Santa il Signore ha affidato il mandato di indicare costantemente ai suoi figli le vie della Salvezza e di ricondurre l’umanità alla luce della Fede, perché impariamo a essere più docili agli appelli del Cielo.

Le apparizioni manifestano, anzitutto, la assoluta “libertà” di Dio, che interviene nella Storia imprevedibilmente, secondo il criterio della sua eterna sapienza. A Lourdes, in un tempo segnato da crescente fiducia nella “positiva” capacità dell’uomo di risolvere da sé tutti i suoi problemi, la Madonna ricordò il carattere penitenziale della vita e la sua dipendenza da Dio, insieme alla necessità di offrire con generosità i propri sacrifici. La cittadella dei Pirenei sarebbe diventata sempre più, nei decenni successivi, un cenacolo di preghiera, luogo di incontro fraterno e di solidarietà, aperto in modo speciale ai nostri fratelli infermi e malati. In quella Grotta santa, illuminata dalla presenza della Vergine, tante anime buone hanno attinto e attingono tuttora conforto e sollievo, non soltanto nel fisico, ma ancor più nello spirito, ritrovando il senso della loro vita, segnata dalla prova e dalla Croce. Lourdes conferma l’attenzione del Cielo per i piccoli, per i poveri, per gli ammalati, per gli handicappati, che non sono frange emarginate, quasi “scorie” di una società – nonostante la crisi dilagante- comunque ricca, opulenta e florida. Essi sono il tesoro più prezioso delle nostre case e delle nostre comunità cristiane, “angeli” di amore che intercedono, nello spirito delle Beatitudini, per i loro fratelli e che – con le loro pene, unite al sacrificio di Cristo- continuano a sostenere il mondo e a ottenerci perdono e misericordia.

Le apparizioni confermano, inoltre, il beneplacito di Dio verso la “devozione” popolare: quando essa è autentica, costituisce una grande risorsa, rigeneratrice della Fede; sostiene la speranza; favorisce il dono di una carità operosa. Troppo sbrigativamente siamo portati, oggi, a cancellare forme di pietà considerate ormai superate, mentre – se accolte ed educate con sapiente pedagogia cristiana – esse rivelano una innegabile e trainante forza evangelica. Anche Lourdes ha costituito, in questo senso, una positiva riproposta dell’intero “panorama” della Fede, riaccendendo nei cuori l’ardore per la Eucaristia, centro e culmine dell’azione liturgica, e proponendo un itinerario alla santità -“misura alta” della vita cristiana- impegnativo ma accessibile, sostenuto dalla presenza e dalla Grazia propria della Vergine.

Le apparizioni avvalorano un altro aspetto, certamente non marginale, che affiora spesso nel quadro delle manifestazioni celesti mariane: il riferimento, diretto o indiretto, alla persona del Papa e al Magistero della Chiesa. A Fatima la beata Giacinta ebbe una visione personale, presso il famoso Pozzo situato nella proprietà della famiglia di Lucia: il Santo Padre, piangente, si raccoglieva in preghiera nel suo studio, oltraggiato e offeso dalla folla che ferocemente, all’esterno, lo contestava e lo insultava. La piccola veggente coltivò una devozione particolare per il Pontefice e offrì per lui preghiere e sofferenze, avendo percepito, nel suo cuore innocente di bambina, la enorme responsabilità che cadeva sulle spalle di quell’uomo -per la missione universale a cui era chiamato- e l’odio contro la sua amabile persona. Già a Lourdes la Vergine Maria aveva confermato, nel più autorevole dei modi, il dogma, definito appena quattro appena prima dal beato Pio IX, della Immacolata Concezione, garantendo -se ce n’era bisogno- la fondatezza e la verità dei pronunciamenti della Chiesa.

Il “Vescovo di Roma” appare sempre, nell’orizzonte delle apparizioni, nella sua autentica luce di Capo della Chiesa, segno di unità dei cristiani e garante della loro Fede. La Madre di Dio indica, senza compromessi e senza fraintendimenti, l’autorità del Papa, “Servus Servorum Dei”, la cui supremazia – nella carità e nella giurisdizione – costituisce non un ostacolo al dialogo, ma un vero e proprio servizio di amore, a beneficio di tutti i credenti.

Particolarmente significativa risulta perciò, in questi giorni di prova, la coincidenza della memoria liturgica di Lourdes con l’imprevisto annuncio, dato da Benedetto XVI, di rinunciare al suo mandato petrino. Ancora una volta Maria Santissima, maternamente, si pone accanto al Vicario di Cristo, confortandolo e sostenendolo, mentre Ella dispone ora la Chiesa a preparare una successione certamente non facile. La concomitanza di questi eventi non può che suggerire, anche al nostro cuore, di rivolgerci con una fiducia ancora più profonda alla Madre di Dio, perché – come nel famoso sogno di don Bosco – la nave della Chiesa, sconvolta dalle mille tempeste della Storia, si àncori ancor più saldamente alle incrollabili colonne della Eucaristia e della Immacolata. L’adorante e fiduciosa sosta dinanzi al Tabernacolo e la devota recita del Rosario -più che i giornalistici intrecci, fatti di complotti, strategie politiche e fantasiose previsioni di ogni genere- segnino il nostro cammino, soprattutto lungo queste delicatissime settimane.

Padre Mario Piatti icms è direttore della rivista “Maria di Fatima”

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