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Comunicazione – Saper essere e saper fare da hospitalier

Cari Amici,  «Saper essere e saper fare da hospitalier»

Siamo capaci di rimetterci in discussione, avere una capacità di autocritica sufficiente per porci la domanda: «Nelle mie idee e nel mio comportamento posso definirmi un vero hospitalier? » …un hospitalier «vero», uno che rilegge o si rammenta il suo impegno, uno per il quale lo «spirito hospitalier» ha un significato profondo !!!!
Poniamoci la domanda, quella vera: «sono in tutto e per tutto un VERO hospitalier?» e, in tutta libertà e in piena coscienza, prendiamoci di fronte a noi stessi l’impegno a rimetterci in cammino per ritrovare questo «Spirito Hospitalier» che ci è tanto caro.

Essere hospitalier è una cosa esigente; essere hospitalier è essere disponibile e accettare il servizio che ci viene richiesto con umiltà, l’umiltà di Bernadette, senza alcuna pretesa personale.
Essere hospitalier è accettare di imparare, di rimettersi in discussione sul proprio modo di essere e di fare. I pellegrini ammalati o sani di oggi non sono più quelli che venivano a Lourdes 20 o anche 10 anni fa; la società nella quale evolviamo cambia, i modi di vivere cambiano ugualmente, per non parlare della stessa vita cristiana.
Essere hospitalier è avere la volontà di andare fino in fondo, di svolgere il servizio nella maniera più completa, impegnando in ciò tutto il nostro cuore, tutte le nostre forze e tutta la nostra intelligenza.
Essere hospitalier è rispettare: rispettare coloro per i quali siamo in servizio, i pellegrini e prima di tutti i pellegrini malati o con handicap, ma anche rispettare i nostri fratelli e le nostre sorelle hospitaliers e hospitalières e coloro che rivestono responsabilità in seno ad una qualsiasi Hospitalité, sia essa l’Hospitalité Notre Dame de Lourdes o una hospitalité di accompagnamento.

Essere Responsabile in HNDL è ancora più esigente: è rispettare coloro che sono posti sotto la nostra responsabilità facendoli «operare» insieme; è accettare con umiltà le disposizioni e le necessità del servizio indipendentemente da dove provengano, dall’HNDL come dai cappellani o dai cerimonieri del Santuario; è anche saper trasmettere: trasmettere la nostra fede, il nostro sapere e anche il nostro saper fare.
Questo saper fare dobbiamo coltivarlo e farlo fruttificare continuando la nostra formazione. La formazione continua, sia spirituale che pratica, ci deve permettere di ottimizzare questo saper fare. I responsabili di servizio devono mettere in opera la formazione pratica così come l’aggiornamento degli hospitaliers; questa formazione pratica deve essere omogenea, in modo che i metodi e i gesti siano gli stessi per tutti gli hospitaliers.
Nel corso di questa stagione 2016 molti reponsabili hanno fatto presente ai consiglieri in servizio la loro volontà di non essere più «responsabile nominato», ma di continuare a servire insieme ad altri hospitaliers, per la maggior parte più giovani, che essi ritenevano adatti a ricoprire il ruolo di Responsabile di servizio. Siano ringraziati per il loro atteggiamento e per la loro volontà. Tutti i consiglieri del Servizio Saint-Joseph si prenderanno cura di aiutarli affinché questa trasmissione possa essere fatta nel miglior modo possibile. Trasmettere, non è forse una delle qualità più belle che dovremmo coltivare, noialtri poveri umani!!!

È in questo spirito di «vero hospitalier» che insieme ci incamminiamo verso Lourdes nel 2017 per poter cantare e proclamare il tema dell’anno:

« Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente»

Questo è il tema dell’anno 2017 a Lourdes, tratto dal Magnificat; tema precisato dal padre Cabes, rettore del Santuario, che si riallaccia a Benedetto XVI: «Il Magnificat non è il cantico di coloro a cui sorride la fortuna. È il ringraziamento di chi conosce i drammi della vita e mette la propria fiducia nell’opera redentrice di Dio… Come Maria, la Chiesa porta in sè dei drammi umani e la consolazione divina nel corso della storia».
E papa Francesco rincara: «Il Magnificat è il cantico della speranza, il cantico del popolo di Dio in cammino nella storia… Questo cantico è particolarmente intenso là dove il Corpo di Cristo soffre oggi la sua Passione. Dove c’è la Croce, per noi cristiani c’è sempre la speranza. »
Che possiamo far nostro questo cantico, così caro ai pellegrini di Lourdes, e convincerci che il nostro servizio di hospitalier porta un po’ di speranza a chi soffre!

Il Consiglio del Servizio Saint-Jioseph si riunirà a febbraio. È molto importante che prendiate conoscenza delle novità e delle disposizioni che saranno adottate nel corso di questo Consiglio prima di iniziare il vostro servizio.
Per quanto riguarda i tempi di servizio a Lourdes potete effettuare più periodi di stage; ogni periodo può consistere al massimo di 2 settimane. È chiesto a ciascuno di rispettare le date di inizio e di fine del servizio.
Prima di proporre le vostre date di servizio potete consultare sul sito internet

www.lourdes-france.org – HOSPITALITE – Découvrir nos services – Consulter le nombre d’hospitaliers

il numero previsto di hospitaliers per periodo; sotto 30 hospitaliers siamo insufficienti a ricoprire tutti i servizi, sopra 60 cominciamo ad essere numerosi o addirittura troppo numerosi. Diffondete questa informazione, perché è di fondamentale importanza per migliorare il nostro servizio
Potete consultare ancora (sempre sullo stesso sito):

Consulter les plannings – login : responsable – password : xxxxxx LINK

Piccolo promemoria: in una stessa settimana possono esservi solamente 2 responsabili per servizio.

Vi rinnovo tutta la mia amicizia e vi prego, cari amici, di credere alla mia dedizione
Buone e sante feste di Natale a voi e a tutti i vostri cari.

Uniti nella preghiera davanti alla nostra santa Patrona, la Signora che ci ha guidati tutti a Lourdes.

Bernard GLADIN

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