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Galliate, pellegrino a #Lourdes a 106 anni

“Ho scoperto la fede durante la guerra”

Aveva promesso: «Se compirò 102 anni, andrò a Lourdes. Mi aspetta la Madonna». Era il 2015. Da allora, Eligio Caserio non ha mai rinunciato al suo fioretto. Festeggiato il traguardo dei 106, venerdì l’uomo è salito di nuovo a bordo di uno dei dieci pullman organizzati dalla sezione Oftal di Novara: è l’Opera federativa trasporto ammalati a Lourdes, che per il viaggio di quest’estate ha raccolto quasi 530 adesioni da tutta la diocesi.

L’anziano ha chiesto di partire con il gruppo della sua Galliate, dove si trasferì nel ’36 dalle campagne del Pavese. Da due anni vive però all’istituto De Pagave di Novara. «Poteva scegliere l’aereo, ma ha preferito così» spiega dalla Francia uno dei 190 volontari dell’Oftal locale. Loro e i pellegrini torneranno in Italia in questi giorni, dopo quasi una settimana di incontri e preghiere al santuario. «Io ero ateo – ricorda l’ultracentenario -. Ho scoperto la fede durante la Seconda guerra mondiale. Mi apparve in sogno una bambina per dirmi che avrebbe vegliato su di me. Ho pensato che fosse un segnale. In effetti mi sono sentito protetto».

L’uomo era stato appena chiamato al fronte e trasferito in Africa come membro della divisione Folgore. Prese parte alla battaglia di El Alamein, ma senza fucile ed elmetto. «Ero un aggregato – precisa -. Le armi me le consegnarono dopo. Partimmo in 3 mila, arrivammo in 132. Sono un miracolato». Dopo la sconfitta, sopravvisse anche ai quattro anni di prigionia degli inglesi. La sua razione quotidiana prevedeva 80 grammi di riso, 40 di pane, un po’ di olio di arachidi e di carne. Quando poi tornò a casa, il reduce lavorò in un saponificio e come manovale in provincia. Prima di andare in pensione nel ’70, l’ultimo impiego in un cantiere sopra Varese. Caserio non ha mai preso la patente, ma ha pedalato molto. Posata la bici, non ha smesso di viaggiare.

«Però non voglio ricevere i complimenti per quello che faccio – precisa -. Sono venuto a Lourdes solo per pregare, per ringraziare dello splendido dono che ho ricevuto. Tutto qui». Il pellegrino si è anche appassionato alla tecnologia. Ha messo da parte il telefono di casa per il cellulare, uno dei modelli speciali con i tasti ben visibili. A cent’anni ha acquistato un computer. «L’ho comprato quando l’Inps ha smesso di inviare a casa la documentazione annuale del Cud. Ora è tutto on line». Nel 2016 ha frequentato anche un corso comunale sull’utilizzo del pc: gli interessava soprattutto conoscere le funzioni della posta elettronica. Ancora oggi il suo portatile è poggiato sulla scrivania della camera al De Pagave. Di fianco, una copia della Bibbia.

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