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Il libro che farà arrabbiare

…i tanti “Figli di Maria” che considerano blasfemo mettere in dubbio le apparizioni…

Negli ambienti editoriali gira voce che Vittorio Messori, l’illustre scrittore cattolico di stretta osservanza vaticana, sia preoccupato per la pubblicazione di Nostra Signora di Lourdes, nuovo saggio di una sua vecchia conoscenza, con la quale ha già affilato le armi in passato.

La “bestia nera” di Messori è il settantacinquenne Renato Pierri, firma ben nota ai lettori di Affaritaliani.it, studioso di storia delle religioni, già docente di religione cattolica nelle scuole superiori (non un ateo quindi, né un musulmano né un animista, ma un cattolico autorizzato per decenni dalla Chiesa all’insegnamento della religione), già contestatore del mito di Fatima.

Adesso Pierri si è dedicato a smontare pezzo per pezzo, con gli strumenti della teologia, il mito delle apparizioni di Lourdes.

Affermando che la piccola Bernadette non vide la Madonna ma le apparizioni erano solo sue visioni; e che Aquerò (“quella cosa”) come lei la definì in un primo momento, solo per via dei suggerimenti e dei condizionamenti sempre più stringenti di chi le stava intorno si trasformò nell’Immacolata Concezione.

Un libro rigoroso, ben scritto, costruito con la tecnica dell’inchiesta, a cavallo tra religione, teologia, antropologia, sociologia, psicologia, storia, Nostra Signora di Lourdes ha tutti gli elementi per essere attaccato dai vari Messori, Socci, Brosio e i tanti altri “Figli di Maria” che considerano blasfemo il solo mettere in dubbio le apparizioni.

Se poi il dubbio proviene da un cattolico il peccato è doppio!

Comunque la Verità verrà presto ripristinata da Messori, che in autunno pubblicherà il suo nuovo libro proprio sulla Madonna di Lourdes. Con l’editore più grande d’Italia, Mondadori…

Pubblichiamo qui di seguito due stralci del libro:

L’afflusso di gente a Massabielle diminuì notevolmente, a causa del freddo intenso, e anche perché Bernadette, essendo terminati i quindici giorni, aveva smesso di recarsi alla grotta. Non cessarono gli articoli sui giornali, molti dei quali parlavano con accenti di derisione dell’ingenuità della gente che aveva creduto alla ragazzina del Chacot. Ma il freddo passò e già nella seconda metà di marzo la gente riprese ad andare alla grotta a pregare, a portare ceri, oggetti votivi e persino offerte in denaro per la cappella che la Signora aveva ordinato. Alcuni fedeli volenterosi collocarono nella grotta un crocifisso e una statua di gesso della Madonna. Molti si lavavano alla fonte dell’acqua ritenuta miracolosa, e molti ne riempivano bottiglie da portare a casa ai familiari malati. Il piano mariano andava realizzandosi. Chi determinò gli eventi successivi alle apparizioni? La Madonna di Lourdes? Bernadette? La Chiesa? Credo di poter affermare che fu innanzi tutto il popolo. È sempre il popolo a creare il miracolo, e a volere il santo e il santuario. L’errore della Chiesa, che ha sempre, ovviamente, il suo grande peso, è di stare a guardare, di aspettare in nome di una doverosa cautela. Quando interviene, però, è già troppo tardi. I devoti di questo o quel santo, di questa o quella Madonna, infatti, da cento sono diventati mille, e poi centinaia di migliaia, alle volte milioni. Si possono deludere tanti fedeli? Per fare un esempio recente, il processo canonico riguardante il frate di Pietrelcina, padre Pio, il “beato impostore” come è stato definito, poteva concludersi con una dichiarazione di non santità? Impossibile.
La Madonna di Lourdes non fu creata da Bernadette, ma dalla gente che sempre più numerosa affluì alla grotta di Massabielle, e poi dalla Chiesa.  Bernadette aveva visto qualcosa che, come lei stessa ebbe a precisare più volte, somigliava a una piccola signorina. Qualcosa che diventò la Vergine Maria, grazie all’opulenta signora Milhet, grazie alla gente che mille volte parlò d’apparizioni della Madonna alla grotta di Massabielle.
[…]

Bernadette possedeva gli strumenti per distinguere tra immaginazione e realtà? Era in grado di analizzare ciò che vedeva nella grotta di Massabielle, di confrontare Aquerò, quella cosa che somigliava a una piccola signorina, con la figura della Madonna di cui si parla nei vangeli? Aveva la capacità di chiedersi le ragioni della trasformazione della damisèle, nella Signora che si definì Immacolata Concezione? Aveva la capacità di rendersi conto dell’influenza che ebbero su di lei, le donne che s’interessarono subito alla sua visione? Impossibile. Bernadette era ignorante e ingenua.
L’istruzione ricevuta in convento, l’esperienza della vita, e lo svanire di un po’ dell’ingenuità che non perse mai, diedero la possibilità a Bernadette, come si è visto, d’avere qualche dubbio sulle apparizioni a Massabielle. Ma non ebbe mai la capacità, gli strumenti, per analizzare ciò che le era accaduto. Forse le mancò anche il coraggio, e la forza, di cercarla la verità. Qualora, infatti, fosse pervenuta alla certezza d’essersi ingannata, avrebbe mai potuto dire a mezzo mondo: «Scusate. Sono sicura d’essermi sbagliata», quando Lourdes era diventata ormai meta di pellegrinaggi, quando milioni di fedeli già la consideravano una santa? E purtroppo non trovò nessuno disposto ad aiutarla nella ricerca della verità. Anzi, si può essere certi che qualora Bernadette avesse manifestato le sue perplessità al confessore, questi avrebbe fatto di tutto per persuaderla che in quella grotta altro non poteva esserci che la madre di Dio.
Che solo un poco dell’ingenuità di Bernadette fosse svanita, si deduce facilmente da testimonianze che si riferiscono al tempo della sua vita nel convento di Nevers. Suor Vincent Garros, riferì: “Un giorno le dissi: «Come fate a restare così a lungo in rendimento di grazie?».
Mi rispose: «Considero che sia la Vergine santa a darmi il Bambino Gesù. Lo ricevo. Gli parlo e lui mi parla»”.
Queste ridicole puerilità furono considerate parole sante dalle consorelle, dagli autorevoli membri del Tribunale ecclesiastico per la canonizzazione, e ancora oggi sono riportate dai biografi, come perle preziose di Bernadette.
La stessa suora raccontò: “So che fra i santi lei nutriva una speciale devozione per san Giuseppe. Ripeteva queste invocazioni: «San Giuseppe fatemi la grazia di amare Gesù e Maria come vogliono essere amati. San Giuseppe pregate per me.  San Giuseppe insegnatemi a pregare». E a me diceva: «Quando non si riesce a pregare ci si rivolge a san Giuseppe»”.
Suor Eudoxie Châtelain: “Ricordo che durante i giorni in cui rimasi all’infermeria, disse a me e alle mie compagne: «Fate le brave, mentre vado a fare una visita a mio padre». E poiché noi la guardavamo con stupore, ci disse sorridendo: «Non sapete dunque che adesso mio padre è san Giuseppe? ». Il che ci dette occasione di edificarci del suo spirito di fede”.
Un altro profondo pensiero, lo riferì sempre suor Vincent Garros: “Mi disse anche: «Quando passi davanti alla cappella e non hai il tempo di fermarti, incarica il tuo angelo custode di recare le tue commissioni a Nostro Signore nel tabernacolo. Lui gliele porterà e poi avrà il tempo di  raggiungerti»”.
L’angelo, secondo Bernadette, la veggente sognatrice di Massabielle, si sarebbe mosso nello spazio, sarebbe andato come una persona al tabernacolo, e poi di corsa sarebbe tornato dalla sua protetta. Gemma Galgani che l’angelo lo vedeva, così come Bernadette vide la bella Signora, scrisse nel suo diario: “Mi raccomandai all’Angelo Custode che andasse da Gesù a dirgli se gli permetteva di passare la notte insieme con me. Sparì subito. Quando ebbe avuto da Gesù il permesso di venire, ritornò”. Sarebbe andato da Gesù, l’angelo, e avrebbe impiegato un po’ di tempo per il viaggio terra-cielo, e per ottenere il permesso.
Angeli umani, concepiti da piccole menti umane.

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2 Commenti

  1. Il consiglio mi sembra giusto. E’ pericoloso, inaftti, guardare le stelle attraverso il cannocchiale.

  2. Renato miracolato, dovrà smentire il
    suo saggio più bello?
    Dovrebbe essere felice e contento, Renato
    Pierri, giacché il libri si scrivono affinché siano letti, eppure, a mio parere
    dovrebbe anche preoccuparsi un po’. Gli pubblicano tre libri dei quali nessuno
    sembra accorgersi, poi, nel mese di maggio scorso un piccolo editore dà alle
    stampe la sua quarta fatica “Nostra Signora di Lourdes – La Madonna che non
    conosceva il Vangelo” (Mind Edizioni), il libro più bello e più vero mai scritto
    su Bernadette, e quella Madonna delle cui apparizioni e dei cui miracoli ha
    dimostrato l’inconsistenza, sembra compiere il grande miracolo. Probabilmente
    vuole comunicargli che ha scritto corbellerie. Probabilmente intende smentirlo.
    Certo è che su quelle corbellerie esce mezza pagina di
    recensione di Massimo Teodori sul supplemento culturale de Il Sole 24 Ore (13
    maggio), un’invettiva contro questa (non contro il saggio) di Gianni Gennari su
    Avvenire (16 maggio), una recensione di Corrado Augias su Venerdì di Repubblica
    (25 maggio), e infine, l’altra mattina (25 luglio), su Libero, una breve
    recensione di Giuseppe Pollicelli. E a questo punto l’intervento della Madonna è
    troppo evidente. Nel pomeriggio dello stesso giorno l’editore riceve una mail
    dal Quirinale: il consulente personale del Presidente della Repubblica, Arrigo
    Levi, desidererebbe ricevere una copia del saggio su Lourdes. Che succederà? Renato miracolato, dovrà smentire il suo saggio più
    bello?

    Miriam Della Croce
    .

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