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Testimonianze dell’Opera Romana Pellegrinaggi

Sul sito dell’Opera Romana Pellegrinaggi sono state raccolte alcune testimonianze, raccolte durante il pellegrinaggio a Lourdes dal 25 al 29 Agosto 2014

Testimonianze di pellegrini

Franca e Carlemidio Roseti sono di Roma. «Veniamo da ventitré anni -raccontano – la prima volta nel 1988 per festeggiare venticinque anni di matrimonio. Fu un’esperienza così intensa che, poi, siamo tornati ogni anno. Qui abbiamo festeggiato anche i cinquant’anni. È un’esigenza spirituale».

Testimonianze di giovani

L’avvocato Giovanni Cinque, attivo nel panorama culturale e del volontariato nel 2012 ha fondato l’Associazione di giovani per i giovani, Yourfuture – YF, di cui è presidente. «Venire a Lourdes – ha detto – è importante perché aiuta a riflettere e a porsi domande sulla propria vita. Hai il tempo per fermarti e guardare dentro di te».

Testimonianze di medici

Il dottor Salvatore Ricci, lavora al Policlinico Umberto I di Roma. «Ho iniziato a venire come animatore e in seguito come medico. Sono stato testimone di miracoli che, poi, sono stati ufficialmente riconosciuti». «Il vero miracolo – aggiunge – è quello spirituale. Questa è un’esperienza che ti porti dietro anche nel quotidiano: fuori Lourdes continuo a vivere il mio lavoro come un’offerta e un servizio».

Testimonianze di volontari

Francesco dell’Orco da tredici anni va a Lourdes.« Ho iniziato come animatore – racconta – sento come un richiamo che mi riporta qui ogni anno. La processione eucaristica mi colpisce sempre molto con i malati che pregano in silenzio e con il sorriso. Qui si impara a sorridere. Ricordo un ragazzo venuto solo per accompagnare la nonna. Prima di partire mi ha detto : “Prega per me perché voglio diventare un cristiano”». Sono tanti gli episodi, Dio parla attraverso ogni pellegrino. «Ricordo un bambino cieco – continua Francesco – che voleva portare le violette alla Madonna. Partecipa alla fiaccolata serale e riesco a portarlo vicino alla Madonna, lo prendo in braccio, e lui riesce a toccare la statua e immediatamente la riconosce. In lacrime mi ringrazia». A Lourdes ogni uomo apre il cuore e fa uscire il profumo della propria anima. «I pellegrini si sfogano con noi – aggiunge Francesco – e ci raccontano i loro problemi. Poi, la sera, dopo una giornata di lavoro, mi raccolgo in preghiera nella grotta e consegno tutto quello che mi è stato raccontato». Danilo, anche lui volontario a Lourdes per l’Opera romana, aggiunge: «Spesso le persone quasi si confessano con noi e ci fanno domande a cui è difficile rispondere, ma è bellissimo il rapporto che si instaura con ogni pellegrino. Anch’io, ogni anno, vengo a Lourdes per dire grazie e per respirare a pieni polmoni la grazia di questo luogo». Una grazia che è contagiosa, come racconta Walter, diacono con una bella esperienza imprenditoriale alle spalle e, che, oggi, in pensione, dedica il suo tempo ad annunciare la bellezza del Vangelo. È alla grotta a pregare. «Qui capisci l’essenza della vita – dice – sai che non puoi giocare, che amare significa prendersi delle responsabilità. Ognuno di noi con il proprio comportamento deve essere uno specchio di Dio».

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